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Madadh vol. 2 – Storie Pese dal Pubbino Porcelloso

di Destefanis, Bertilorenzi, Torri, Raule, Danesi, Massaggia, Gadaldi, Ciregia, Ciregia, Scalera, Micelli, Trifogli
Editore: Cut-Up, 2008
Formato: 17X24
Brossurato con copertina a colori
140 pagg. colori
Prezzo: 10,00 €

A un anno esatto di distanza dall’uscita del precedente volume, si torna a parlare di Madadh, l’originalissima creazione di Tommaso Destefanis e Michele Bertilorenzi.
Il “cast tecnico”, già corposo nel precedente volume, quest’anno si è allargato esponenzialmente, in parte per supplire alle mancanze dei disegnatori del primo volume (Bertilorenzi è approdato in Vertigo e in Marvel, Scalera in Image e in Marvel, e via discorrendo...), in parte per dare modo a nuovi talenti di arricchire il già di per sé vasto universo di Buia & co.
Gli autori riprendono il filo del discorso esattamente da dove l’avevano interrotto, arricchendo il cast dei protagonisti con nuovi e carismatici personaggi (ottimi in particolare Piggy Pig, “festoso” cinghiale mannaro dal destino tragico, Ram, reincarnazione in salsa ventunesimo secolo del leggendario condottiero Prithvi Raj, e la splendida Betty Machete, personaggio solo introdotto ma che, siamo pronti a scommettere, giocherà un ruolo fondamentale nei prossimi volumi) e raccontando dei diversi viaggi – iniziatici e non – che portano il gruppo nel cuore dell’azione.
Ancora una volta non si può non riconoscere l’abilità degli sceneggiatori Destefanis e Bertilorenzi – ai quali si aggiunge il “dotto” Torri, inviato del Manifesto con il pallino dell’occulto – nell’imbastire una storia accattivante e ben documentata che non scade mai nel nozionistico fine a se stesso: mito, leggenda, invenzione e azione si fondono insieme in una maniera del tutto naturale e assolutamente unica. Alla mitologia irlandese si aggiunge stavolta quella indiana-nepalese; il mix inedito, per quanto a prima vista possa apparire azzardato, non risulta affatto forzato e, anzi, contribuisce a rompere l’inevitabile monotonia che avrebbe potuto sopraggiungere insistendo su Cuchulain e soci. La storia, seppur con qualche sbavatura (non è sempre semplicissimo seguire le due trame portanti che si alternano in un gioco di incastri senza soluzione di continuità), è solida e ben strutturata, e funge da preludio per qualcosa di più grosso che ci vedrà come spettatori il prossimo anno.
La parte grafica, come di consueto, unisce talenti giovani e meno giovani, più o meno indipendenti, ma tutti di altissimo livello qualitativo. Massaggia prende il posto di Bertilorenzi come disegnatore “principe” della serie, e offre un primo episodio in puro [i[vertigo-style. Andrea Gadaldi, di cui si è già avuto modo di parlare in queste pagine, dà una prova veloce, potente e d’impatto, sintetizzando e sporcando ulteriormente il suo stile. Francesca Ciregia è invece la vera scoperta del volume. Ha vent’anni, è allieva di Bertilorenzi e ha stile da vendere: si stenta davvero a credere che la ragazza sia alla prima esperienza professionale. Ottima anche la prova cartoonesca di Alessandro Micelli (già visto all’opera in Monstars della Nicola Pesce Editore), che chiude la storia principale con stile plastico e dinamico.
Menzione d’onore alle storie brevi che chiudono il volume, una vera e propria antologia di omaggi all’universo del “Mastino” da parte delle coppie Raule-Ciregia, Danesi-Trifogli e Destefanis-Scalera. Sono tutte piacevoli e divertenti variazioni sul tema pop-fantasy che contribuiscono ad alleggerire il tono drammatico della serie senza essere mai banali. Tra di esse spicca senza dubbio l’ultima citata per le ottime matite di Matteo Scalera, oramai lanciato in una curva qualitativa ascendente che pare non aver mai fine.

Nicola Peruzzi
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