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Don Zauker – Secondo Avvento

di Emiliano Pagani (testi) e Daniele Caluri (disegni)
Editore: Mario Cardinali Editore srl, 2008
Formato: A4
Spillato con copertina a colori
64 pagg. colori
Prezzo: 10,00 €

A due anni dall’uscita della prima raccolta, tornano in occasione di Lucca Comics & Games 2008 le avventure del temibile esorcista Don Zauker, riuscitissima creatura di Emiliano Pagani e Daniele Caluri. Se fino a due anni fa poteva esserci qualcuno che ancora non era a conoscenza delle rocambolesche avventure di Don Zauker contro il maligno, a seguito dell’incetta di premi ottenuta al Napoli Comicon del 2007 e della fortissima esposizione mediatica (è diventato un po’ il fumetto amato dagli autori, nel web), l’Esorcista non ha certo bisogno di presentazioni. Chi ancora non lo conoscesse, sappia solo che Don Zauker compare mensilmente dal 2003 nelle dissacranti pagine de Il Vernacoliere, e che è un esorcista un po’ sui generis: duro, cattivo, palestrato e tatuato, infallibile con la Luger P08 e incrollabile nella sua fede in Coso. La sua lotta contro il maligno (che, lui ci insegna, può annidarsi ovunque: in un cane, in una suora, in una bella donna che non esiterà a punire con la Verga d’Aronne) procede ininterrotta da oramai 7 anni con risultati sempre in crescendo. C’è poco da dire, Pagani e Caluri hanno trovato il personaggio che mette d’accordo tutti: satirico, irriverente, anticlericale, così pieno di difetti da essere completamente tridimensionale: leggere Don Zauker è per certi versi terapeutico.
Le storie sono brevi, divertenti e ben costruite nel loro nonsense. Nelle due tavole, strutturate su quattro strisce per pagina con scansione regolare, prende vita tutta una serie di gag tra il satirico e il sacrilego. Le storie sono semplici, nulla di particolarmente strutturato, ciò nonostante il più delle volte si rimane colpiti dai rocamboleschi ed imprevedibili ribaltoni cui ci si trova ad assistere. La vera forza di questo fumetto sta nella sinergia tra i due autori: i cativissimi testi di Pagani, infatti, si sposano perfettamente col delicato tratto del Caluri – il cui segno è decisamente maturato nelle storie presentate in questo volume rispetto al precedente –, sempre in grado di regalare sequenze magistrali dal punto di vista tanto della narrazione e quanto della recitazione dei personaggi, tutti ovviamente sopra le righe e ai limiti dl caricaturale.
Il prezzo, per il prodotto offerto, è un tantino elevato: la veste grafica delle raccolte del Vernacoliere è come di consueto scarna e ridotta all’osso, sebbene si possa considerare un po’ una marca di stile del Vernacoliere, vero e proprio baluardo della coerenza assoluta (che maliziosamente potremmo definire tecnofobia) dall’82 a oggi. Un’opera simile, meriterebbe senza dubbio una confezione più prestigiosa. O per lo meno un costo inferiore.
Bonus inclusi nella confezione: alcune tavole inedite e omaggi di alcuni tra i più grandi disegnatori dei giorni nostri. In rigoroso ordine di apparizione: Palumbo, Soffritti, Cannucciari, Pagliaro, Gipi e Burchielli. In due parole: un must.

Nicola Peruzzi
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