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Aleph #02 – Il Giocatore

di Fabio Nardini e Armin Barducci
Editore: Cut-Up , 2008
Formato: 17x24
Spillato con copertina a colori
32 pagg. colori
Prezzo: 5,00 €

Il Giocatore è il secondo titolo della serie cyberpunk Aleph ideata da Fabio Nardini per Cut Up edizioni oramai tre anni fa. Il primo numero, Codice Zero fu presentato in occasione di Lucca Comics & Games 2005, e vedeva alle matite Francesco Dossena, in arte DOS, sostituito in questa seconda uscita dal giovane ma già attivissimo Armin Barducci.
Aleph, sostanzialmente, racconta la storia di un futuro dominato dalle biotecnologie: è il 2069 e i computer, come da migliore tradizione cyberpunk, dominano la vita umana, le intelligenze artificiali oramai si sono perfettamente integrate nell’ambiente e nella vita quotidiana, tanto da aver sgravato gli uomini dai lavori più pesanti. L’umanità sta vivendo una seconda età dell’oro. Tuttavia, qualcuno ha dei dubbi. E se le IA stessero progettando silenziosamente un coup d’etat?
Da qui prende le mosse questo il secondo capitolo di Aleph. Ancora una volta il protagonista è nome in codice Ametista, unico sopravvissuto di un gruppo di mercenari massacrato in un laboratorio all’estremo nord da una IA apparentemente aliena, che lo ha risparmiato lasciandogli una forma tumorale anomala al cervello, che, a quanto pare, non vuole ucciderlo, ma usarlo come tramite per portare un non meglio specificato codice nel mondo esterno.
La storia scorre molto bene, per quanto sia leggermente decompressa; Nardini è fine conoscitore della fantascienza italiana e internazionale (si adopera nel settore da più di 15 anni, ed è stato redattore della versione nostrana dell’Isaac Asimov Science Fiction Magazine) e si trova perfettamente a suo agio all’interno del micro-genere cyberpunk. Molto belli i dialoghi e decisamente interessanti le situazioni che si vengono a creare; unico difetto imputabile è un’eccessiva aderenza ai topoi del genere, che talvolta (ma neanche troppo spesso, a onor del vero) causano un effetto di situazione “già vista”, soprattutto a chi conosce i numi tutelari del genere, William Gibson e Bruce Sterling, e gli epigoni, fino ai fratelli Wachowski. C’è da dire però che la storia, che dovrebbe dipanarsi in cinque volumi, ha ancora ampio spazio per sorprendere, e la sequenza di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, parrebbe muoversi in direzioni decisamente originali e inedite.
Dal punto di vista grafico, lo stacco con il primo volume disegnato da DOS è ben visibile. La bravura di Armin Barducci, per chi già lo conosce, non è nuova. Autore attivissimo nell’underground italiano, bolzanino di nascita, responsabile (assieme ad Hannes Pasqualini) della genesi di Monipodio, vanta collaborazioni di eccezione, con Beccogiallo, Nicola Pesce Editore ed altri. Il volume si presenta molto bene, l’impatto è notevole, e gli effetti grafici decisamente buoni. È ottimo anche lo storytelling, nonostante la sequenza più concitata dell’albo risulti di difficile lettura e a tratti poco comprensibile. Ma è un peccato veniale: il lavoro è ottimo e diverso, come si diceva, dal capitolo precedente che virava più sul realismo, “grafico” al punto giusto e assolutamente credibile nelle ambientazioni, nella “moda” e nell’espressività dei personaggi. Decisamente un passo in avanti rispetto al primo capitolo della serie, quindi, che si dimostrava più convenzionale e canonico.
L’edizione Cut-Up è notevole, per quanto il prezzo un po’ alto e la presenza di alcuni refusi (che purtroppo avevano caratterizzato anche il numero 1 della serie), necessiti di una cura maggiore dei dettagli. Momentaneamente, le proposte dell’Associazione Culturale spezzina dimostrano ancora una volta di essere particolarmente coraggiose e interessanti nel mercato del fumetto italiano, e Aleph merita sicuramente di essere provato, dagli appassionati di fantascienza e non.

Nicola Peruzzi
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