Seconda prova in volume, anche questa volta con Coconino Press, per Giacomo Nanni, autore di Rimini, classe 1971, celebre anche per la sua produzione per Canicola, magazine trimestrale ad opera dell’omonimo gruppo composto da vari fumettisti tanto eterogenei quanto talentuosi.
Cronachette nasce a seguito di una sfida autoimposta dall’autore nel suo stesso blog: raccontare le storie di Esterina, la sua gatta, producendo una tavola al giorno per un anno intero. Il risultato è questo delizioso volume, che raccoglie in 353 tavole le cronache, o meglio, le cronachette, della vita di un gatto e del suo padrone. Chiunque abbia un gatto (la mia, curiosamente, si chiama proprio Esterina), non potrà che rimanere totalmente soddisfatto da queste mini storie che, nella loro semplicità e nella loro quotidianità, riescono a catturare perfettamente tutti gli aspetti del condividere un appartamento con il proprio micio (e il gatto, a differenza del cane, è un vero e proprio coinquilino – se non il padrone di casa). Il libro illustra con delicatezza come il condividere la vita con un amico a quattro zampe a fianco possa risultare tanto piacevole e divertente in alcuni momenti, quanto irritata e irritabile in altri, e angosciosa e triste quando il nostro compagno giunge alla fine della sua troppo breve vita, il tutto in tante piccole storie che sono un concentrato di emozioni note agli amanti dei felini e non solo, scritte con una magnifica semplicità, apparentemente slegate tra loro e raccolte in ordine sparso. Si passa dall’infanzia di Esterina alla sua morte, per tornare alla sua vita adulta e spostarsi di nuovo ai suoi primi anni di vita, in modo da creare un forte senso di disordine (anch’esso piuttosto noto agli amanti dei gatti) e un forte nonsense che viene fuori più forte in tutte quelle tavole che apparentemente non hanno nulla a che vedere con la “storia principale”, se di storia si può parlare, ma che contribuiscono a creare un senso di continua ripetizione, di noia talvolta, che rende particolarmente bene l’idea di cosa possa significare vivere rinchiusi dentro quattro mura per tutta una vita. E rende anche più dura e insopportabile, in un certo senso, la sequenza di tavole con la fuga di Esterina e le sue avventure nel mondo esterno.
Il tutto è reso per mezzo di una fortissima attenzione al montaggio, probabilmente il maggior punto di forza e la più riconoscibile marca di stile di Giacomo Nanni: già in Storia di uno che andò in cerca della paura, il suo primo volume per Coconino, il senso di forte ripetitività ottenuto con un attento ed inconsueto montaggio delle tavole dava una forza assolutamente sopra la media alla storia stessa.
A livello grafico e narrativo, il volume è caratterizzato, si è già detto, dalla semplicità; ma è una semplicità ricercata, decisamente voluta, una semplicità ispirata. Cronachette non scade mai nella banalità, né tanto meno lascia che il lettore si annoi. Anzi, tutt’altro. La lettura, ovviamente, è veloce: l’attenzione è focalizzata sugli eventi più che sulle parole; i momenti topici sono gli impercettibili cambi di posizione di Esterina che dorme, piuttosto che l’azione in senso stretto. Si legge in un’ora o poco più, volendo. Ma è certo che il lettore, ipnotizzato dai movimenti sinuosi e femminili della splendida Esterina, trascorrerà moltissimo tempo a studiarsi ogni singola vignetta e a soffermarsi a ricordare che, magari, una situazione simile a quella descritta in una particolare tavola, l’ha già vissuta anche lui.
Nicola Peruzzi