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I 5 Mastini di Madadh: intervista a gli autori di Madadh

di Antonio Solinas

Partiamo dall´inizio: volete raccontarci come è nato il progetto Madadh?

Tommaso - Beh, la nascita di Madadh è legata a doppio filo a un altro fumetto, una storia di 5 tavole intitolata la Disputa con la quale io e Mik abbiamo vinto il concorso Lanciano nel Fumetto nel 2005. La cosa ci aveva dato una carica enorme, non tanto per la vittoria in sé, quanto per il fatto che eravamo riusciti ad amalgamare una serie d´influenze piuttosto disparate (western, fantasy, arti marziali) senza tralasciare la profondità della narrazione e la caratterizzazione dei personaggi. Un cocktail che ci ha sbronzato al punto di convincerci a riprovare su scala più grande, confrontandoci con la lunghezza narrativa di una serie. E poi, eravamo un po´ stufi di girare per le fiere con una sinossi e quattro tavole di un ipotetico progetto, prendendoci puntualmente delle porte in faccia: ci siamo detti, tiriamo giù un bel volume di una novantina di pagine e vediamo cosa salta fuori, alla peggio lo autoproduciamo.
Michele -Entrambi volevamo fare un fumetto divertente sia da scrivere che da disegnare, entrambi condividiamo la passione per il fantasy fuori dagli schemi (quello di Neil Gaiman, di Tim Burton), la mitologia Celtica e la buona musica… entrambi eravamo appena usciti da vedere Kill Bill

A quanto mi è sembrato di capire, la pubblicazione è stata travagliata. Volete raccontarci un po´ qualche particolare?

Tommaso - Beh, la nostra intenzione era quella di portare il progetto all´attenzione di vari editori in Italia, in Francia e in America... e, come ho già scritto, di consegnare in mano loro un albo pronto per la pubblicazione, non un progetto fumoso. Poi però sono successe alcune cose: in particolare, dopo Lucca 2005, e dopo che Madadh non ha riscosso il successo che speravamo fra gli editori nostrani (tanti complimenti, ma poca “ciccia”), Mik ha cominciato ad attirare l´attenzione di diverse persone nel mondo del fumetto. Effettivamente la sua maturità artistica aveva raggiunto un punto tale da renderlo appetibile per diversi progetti dal futuro più certo di Madadh. Così, in capo a pochi mesi, lui si è ritrovato a disegnare per la serie americana Hellhounds (in rampa di lancio per Arcana Studios) e Madadh si è ritrovato in fase di stallo, con un solo episodio su quattro ultimato.

Come è avvenuto il contatto con Cut Up? Come si è svolta la collaborazione? Madadh sembra un progetto molto ”autogestito”...

Tommaso- Con Cut Up la cosa è stata molto naturale (anche perché da quest´anno sono un membro del loro staff!)... sempre nel 2005 avevo pubblicato un racconto per la loro antologia Lost Highway Motel e visto che la distanza fra Massa (dove abitiamo noi) e La Spezia (dove ha sede Cut Up) è veramente irrisoria, io e i ragazzi di Cut Up abbiamo cominciato a frequentarci più spesso: è stata una fortuna perché mi ha permesso di conoscere delle persone davvero fantastiche come Fabio Nardini, a mio avviso uno dei migliori scrittori di fantascienza cyberpunk in circolazione, e due fuoriclasse del calibro di Susanna Raule e Armando Rossi (ehi, nel 2008 uscirà il secondo volume di Ravenstock!), che oltre ad essere continua fonte d´ispirazione e ammirazione, si sono dimostrati gentilissimi nell´aiutarmi a realizzare Madadh. Per quanto riguarda la collaborazione è stato tutto molto fluido: io ho proposto l´idea, che è stata accettata. Da quel momento la palla è tornata a noi e abbiamo cominciato giocarla.
Michele - Esatto. Tenevamo troppo a Madadh per lasciarlo in sospeso troppo a lungo così abbiamo deciso di riprenderlo in mano. Tommaso aveva già pubblicato dei romanzi brevi per Cut-up e sapevamo che loro producevano già dei fumetti di ottima qualità… così il passo è stato breve e loro ci hanno lasciato assoluta carta bianca su qualsiasi cosa.

Come è avvenuta la scelta dei disegnatori? La scelta di affidarsi a quattro disegnatori diversi era decisa dall´inizio o è stata una decisione presa in corsa?

Michele - Quando abbiamo deciso di riprendere il lavoro stavo concludendo il secondo episodio di Hellhounds per Chimaera Studio e mi accingevo ad iniziare la collaborazione con Vertigo; non avevo più il tempo necessario per continuare il lavoro su Madadh. Ho realizzato solo la copertina (solo la parte dipinta in realtà, il resto è dell’ottima Elisa Ciregia) e mi sono occupato, assieme a Tom, di trovare quei tre geni di Scalera, Trifogli e Massaggia che sono stati tutti reclutati sul sito di Graphite. La soluzione di affidare ad ogni disegnatore 22 tavole in puro american style ci è sembrata la più ovvia.
Tommaso- Dio benedica internet! Non so se Madadh sia il primo fumetto realizzato grazie a un forum, ma il risultato dovrebbe far drizzare le antenne a parecchi editor. Io non ho la costanza per frequentare i forum, Mik sì, e devo dire che sono luoghi di ritrovo per dei talenti davvero strabilianti, Graphite in particolare. Quando abbiamo messo l´annuncio di Madadh siamo stati inondati di materiale davvero spettacolare, è stata una sofferenza dover dire di no a certi ragazzi. La nostra preferenza è andata chiaramente agli stili grafici, che potessero intonarsi bene col lavoro svolto da Mik sul primo episodio, ma eravamo aperti anche a possibili sorprese. Sapevamo anche che un volume realizzato da quattro disegnatori diversi poteva risultare discontinuo; ma io sono estremamente convinto che la diversità sia un pregio, un valore assoluto, e che saremmo riusciti trasformare quello che poteva essere un punto debole in un punto di forza.

Per i disegnatori: quali sono state le difficoltà più grandi del lavorare a Madadh?

Michele - Come ho già detto ho realizzato il mio episodio un paio di anni fa. Prima di allora avevo lavorato solo nel campo dell’illustrazione; per quanto riguarda il fumetto vantavo solamente un sacco di partecipazioni a vari concorsi e il massimo di tavole consecutive in cui mi ero cimentato credo fosse 8! Imparavo a fare il fumettaro mentre disegnavo… è stata veramente dura costringersi a rimanere seduto a disegnare tutti i giorni, del resto se non si affronta questo passaggio non si può sperare di fare questo lavoro…
Francesco - Il mio stile sporco, che ho cercato, con successo alterno, di ripulire per creare una maggiore uniformità con le tavole di Michele. Altra difficoltà è cercare di rendere riconoscibili i personaggi nel cambio di disegni.
Alberto - Per quanto mi riguarda difficoltà dal punto di vista tecnico non ce ne sono state molte, grazie soprattutto alla grande libertà che Tommaso ha dato nell´interpretazione della sua sceneggiatura e nella gestione stilistica delle tavole. Da esordiente forse la cosa che ho trovato più difficile è stata quella della lunghezza, le 22 tavole. In effetti questo è il primo progetto di tipo professionale, e il più ”lungo” che ho realizzato, e per un eterno indeciso come me è stata dura riuscire a mantenere una costanza stilistica per tutta la durata della lavorazione, travagliata anche dall´arrivo della mia laurea a metà della realizzazione dell´episodio. Sicuramente un grazie va a Michele, che nella sua direzione del reparto disegnatori è stato un ottimo supporto di tipo morale e professionale.
Matteo - Beh, innanzitutto il lavorare con la consapevolezza di essere in quattro disegnatori, ognuno con un suo stile ben distinto; bisognava riuscire a creare una continuità pur mantenendo una propria coerenza stilistica. Credo che, alla fine, ci siamo riusciti...O no?!?
Per me poi il problema più grande sono state le tempistiche: in realtà a Madadh avevo cominciato a lavorare da dicembre 2006; in seguito sono arrivate altre commissioni e per un po’ ho dovuto sospendere i lavori, per poi riprenderli qualche tempo fa, quando le tavole vecchie non mi piacevano più. Decisi pertanto di rifarle tutte da capo (che genio...), nonostante la necessità di andare in stampa a breve; in poche parole mi sono sparato 23 tavole in 25 giorni. Non bello, decisamente no.

Per i disegnatori: c´erano particolari regole da seguire per uniformare il progetto? Come è stato collaborare con gli altri disegnatori?

Michele - Io e Tom abbiamo cercato di scegliere dei disegnatori che comunque non fossero troppo distanti come stile. L’unica eccezione è stato Scalera ma i suoi lavori ci entusiasmarono talmente tanto che fu incluso nel progetto cinque minuti dopo averci spedito la sua tavola di prova. Per il resto io mi sono occupato di supervisionare un poco le tavole ma diciamo che abbiamo lasciato molto spazio in modo che ognuno potesse esprimersi come meglio voleva.
Francesco - Tommaso mi ha lasciato assolutamente libero da qualsiasi restrizione, anzi, mi ha spronato a seguire il mio stile, il tentativo di uniformarmi è venuto piuttosto da me. Essendo il secondo disegnatore arruolato il mio confronto è stato prevalentemente con Michele, anche lui come Tommaso mi ha lasciato sostanzialmente libero di disegnare a modo mio sebbene consigli e indicazioni non siano mancati. Essendo un disegnatore è stato giustamente più critico di Tommaso.
Matteo - Per quanto riguarda me, sono stato lasciato piuttosto libero, forse anche perchè il mio episodio è un po’ più staccato rispetto al resto. Ad ogni modo, non appena uno faceva un paio di tavole, prontamente Tommy le faceva girare al resto della combriccola, in modo da tenerci sempre aggiornati su eventuali modifiche.
Alberto - Come ho detto prima la cosa che ha caratterizzato la lavorazione di Madadh è stata una grande libertà creativa che non credo si possa raggiungere in altre situazioni. Tommaso ci ha lasciati liberi di interpretare e di gestire la tavola come meglio pareva a noi facendoci sentire veramente parte della storia. Certo, per i personaggi bisognava seguire determinate regole, ovviamente: erano già ben definiti, le loro caratterizzazioni, i loro atteggiamenti, ma credo che questo sia l´unico (e inevitabile) paletto imposto alla creatività di ognuno. Per il resto, gestione della tavola e soprattuto scelta dello stile, siamo stati molto liberi, e il risultato è molto interessante e vario, direi. Con Matteo e Francesco è stata una collaborazione a distanza. Ognuno sapeva quello che doveva fare e ognuno disegnava il proprio episodio. Siamo stati gestiti nei contatti da Tommaso che per velocizzarci il lavoro funzionava da intermediario tra di noi. Si è trattata di una collaborazione piuttosto tranquilla e pacifica. Siamo bravi ragazzi in fondo, no?

Una curiosità: mi è sembrata un po´ bizzarra l´idea di tirare Madadh in sole 100 copie che hanno un prezzo un po´ alto, rispetto a pubblicazioni di formato simile. Quali le ragioni di tale scelta?

Tommaso– Fondamentalmente le ragioni sono due. Produzione e distribuzione. Siccome Cut Up è una realtà già affermata, vero, ma sempre piuttosto piccola, la scelta di tirare mille copie di un volume “cicciotto” come Madadh poteva rivelarsi suicida. Fortunatamente, la stampa digitale permette di fare tirature più esigue a un prezzo non eccessivamente alto. Le difficoltà possono essere rappresentate dalla qualità finale del prodotto, che molto spesso nel digitale non risulta all´altezza. Ho dovuto girare diverse tipografie, prima di trovare quella che lavorava meglio e affidarle la stampa del volume (che è effettivamente molto professionale, anzi di una qualità se non superiore, perlomeno pari a quella di albi di editori più blasonati). Per ora cento copie, ma a seconda delle richieste dalla distribuzione la stampa digitale può permetterci di far fronte facilmente al problema... tutte le volte che ci servono delle copie basta chiamare e il gioco è fatto. Credo che questo modo di lavorare potrebbe diventare una strada per molte piccole realtà editoriali del fumetto italiano e per incentivare la diffusione di giovani autori che rischiano di restare nell´ombra. Il rovescio della medaglia è un prezzo che purtroppo non è esattamente economico, ma vi garantisco che tolte le spese di produzione e di distribuzione (o quelle del banchetto a Lucca) è l´unico possibile se vuoi sperare di andarci in pari. E comunque il volume è ordinabile direttamente dal sito di Cut Up col 30% di sconto (e zero euri per la spedizione)!

Quale riscontro avete avuto a Lucca? Come ha reagito il pubblico?

Tommaso– Sono rimasto piacevolmente stupito. Lo ammetto, sono convinto che il nostro fumetto sia davvero un lavoro originale ed entusiasmante, ma, sai com´è, ogni scarrafone è bello a mamma sua. Invece il nostro scarrafone è davvero piaciuto, ho incontrato diverse persone che hanno voluto complimentarsi e saperne di più. Inoltre, ha venduto bene... come tutti le produzioni Cut Up, del resto. Questo giro di valzer lucchese potrebbe essere davvero quello della svolta per il nostro editore: del resto quando hai gente come Fabio (Aleph), Susanna (Inside) e Armando (qualcuno ha letto Under the Moonlight? Ragazzi, è una bomba!), quando hai il coraggio e la bravura di proporre una fantastica riduzione a fumetti di alcuni racconti dell´immensa Alda Teodorani, allora le cose devono girarti bene per forza!
Michele - Suppongo bene perché stiamo già parlando di ristampe. Abbiamo intenzione di pubblicizzare ancora di più Madadh e di fare anche delle presentazioni in giro per l’Italia, insomma romperemo i le palle il più possibile… vedremo un po’ cosa ne esce!

Il numero 2 è in lavorazione. Che cosa dobbiamo attenderci da Madadh per il futuro?

Michele - Sicuramente un ottima qualità nei contenuti, sia dal punto di vista della grafica che della scrittura.
TommasoMadadh è un inno al meltin´ pot, alle influenze di culture diverse e alla follia totale! Nel primo volume abbiamo bazzicato in Irlanda e ci siamo divertiti a riscrivere la mitologia celtica. Nel secondo volume ci sposteremo anche in India (nel terzo in Africa, forse) e tireremo dentro nuovi personaggi, sempre più assurdi e, speriamo, divertenti. Le cose che non mancheranno mai in Madadh sono proprio queste: un approccio curioso alle diverse mitologie, situazioni grottesche e una profonda attenzione ai personaggi e alle loro tribolazioni umane e sociali. Dal punto di vista stilistico, voglio che Madadh continui a essere un banco di prova per nuovi disegnatori (anche sceneggiatori, perché no?), così nel secondo volume coinvolgeremo nel progetto altri due talenti, stessa cosa per il terzo, il quarto e così via. Il mio sogno è che Madadh diventi un punto di riferimento per i disegnatori alle loro prime esperienze editoriali.

Cosa vi aspettate invece voi per Madadh, nel futuro?

Tommaso– Intanto che abbia un futuro! A parte gli scherzi, spero che Madadh si faccia onore a livello nazionale e che possa suscitare un po´ di attenzione anche all´estero (a questo proposito stiamo cercando un colorista che ci aiuti per proporlo oltreoceano).
Michele - Che si guadagni un posto nel cuore di una fettina di pubblico; che vada abbastanza bene da continuare a farlo visto che farlo ci diverte un sacco!
Matteo - Che venda 1000000000mila copie e che ci facciano un film (con me come attore), ovvio.

La domanda con cui chiudiamo sempre le interviste: quali sono i tre fumetti che bisognerebbe assolutamente leggere?

Matteo - Tank Girl, Arkham Asylum, Noritaka.
Michele - Azz.. difficilissima… resto sul classico: Sandman, Watchmen e Il Ritorno del Cavaliere Oscuro… (però anche i Peanuts;)
Tommaso– Senza dubbio Sandman. Poi Gli Ultimi Giorni di Pompeo e V per Vendetta (anche se ultimamente mi sono innamorato follemente di WE3!).

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