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SPECIALE FREE COMIC BOOK DAY : intervista a Paolo Accolti Gil

di Simone Satta

Ciao Paolo, vuoi presentarti ai nostri lettori?

Provo ad essere sintetico: nato nel 1965, nel 1970 inizio a leggere i classici del fumetto: Phantom, Mandrake, Rip Kirby, tutto ciò che editavano i Fratelli Spada insomma. L’amore immediato per il fumetto americano d’avventura si consolida quando scopro i fumetti della Corno nel 1971, prima Devil e poi tutti gli altri come pure la DC della Williams e più grandicello i Bonelli. Alla fine degli anni ’80 mi ritrovo prima a “salvare” alcune pubblicazioni Marvel Universe della Play Press supervisionandone le traduzioni, poi a seguire il settore USA supereroistico per la Comic Art per la quale curo la rivista All American Comics e i primissimi Marvel Masterworks italiani. Quando nasce Marvel Italia nonostante il mio carattere dolce e accomodante non vengo chiamato a farne parte, lavoro invece per un sei mesi alle testate Image della Star Comics poi abbandono del tutto il fumetto come “addetto ai lavori” per una decina d’anni. Nel 2000 insieme a Luca Manchi creo www.italycomics.it un sito internet specializzato nella vendita di comics in lingua originale. Nel 2002 partecipiamo al primo Free Comic Book Day come faremo ogni anno, nel 2003 apriamo una fumetteria a Roma e nel 2004 debutta anche Italycomics casa editrice. Infine, nel 2007, nasce il nuovo sito commerciale www.ecomics.it che è un’ulteriore rivoluzione della vendita online dei fumetti e il sito www.freecomicbookday.it dedicato alla neonata edizione italiana dell’evento annuale.

Come è nata l’idea di promuovere un Free Comic Book Day (FCBD) italiano?

E’ nata dai risultati che l’evento porta ogni anno alle fumetterie americane che partecipano e dalla necessità di trovare un nuovo veicolo di promozione per le nostre produzioni. Inoltre, anche se nelle edizioni passate i giornali si sono occupati spesso dell’evento, il limite è sempre stato il fatto che i fumetti erano esclusivamente in inglese. Inoltre a partecipare al FCBD eravamo solo noi e pochissimi altri in Italia, in quanto il limite è sempre stato quello di essere direttamente cliente della Diamond.
Perché un evento del genere abbia successo è necessario essere in molti, di qui l’idea di chiedere alla Diamond il permesso di usare il logo ufficiale e creare un sito dedicato come negli Stati Uniti.

Anche negli Stati Uniti l’idea è nata da un libraio, ma subito la Diamond (l’unico, grande distributore del settore) si è fatto carico dell’organizzazione. Qual è stata invece, qui in Italia, la risposta dei distributori?

Qui ci vorrebbe un “No Comment”, comunque… diciamo che a mio avviso non sono stati in grado di rendersi conto di quanto un evento del genere, sostenuto e pubblicizzato dai distributori, potesse creare una visibilità unica per il fumetto in Italia e di quali benefici avrebbero potuto godere sia le fumetterie da loro servite che gli editori che di loro si servono e in particolare gli esclusivisti. Di motivi per cui si sono comportati così in realtà me ne vengono in mente tanti ma non sta a me censurarli. Noi abbiamo solo chiesto collaborazione, se hanno scelto di non darne non ne rispondono certo a noi ma ai loro clienti. Credo comunque che l’anno prossimo sarà tutto molto diverso, lo dico perché ricevo già segnali positivi in questo senso.

Su circa 200 fumetterie, in Italia, hanno aderito al FCBD solo 12. Perché, secondo te, in tanti hanno snobbato l’iniziativa?

Veramente per una prima edizione organizzata di corsa l’essere stati in 12 mi pare un ottimo risultato. Considera che solo così il 5 maggio in Italia sono stati regalati 5000 albi tra americani e italiani. Per tornare alla tua domanda, secondo me in molti non l’hanno nemmeno saputo, non a caso la gran parte di quelli contattati attraverso il forum dell’AFUI (Associazione Fumetterie Italiane, n.d.r.) hanno aderito di slancio, altri avranno optato per stare alla finestra per il primo anno e altri avranno ritenuto di non avere bisogno di una promozione del genere. Infine, dato che questo mercato non è che sia messo poi tanto bene, ci sarà anche chi avrà ritenuto di non poter investire nell’evento che, voglio ricordarlo, ha comunque i suoi costi e vengono assorbiti all’80% proprio dalle fumetterie.

Cosa vuole essere il FCBD in Italia?

Un’occasione nella quale possono davvero vincere tutti: il pubblico che ottiene letture gratuite, i negozianti che possono acquisire nuovi clienti e a ruota editori e distributori che possono ottenere nuova visibilità e ordini per le proprie produzioni. Aggiungerei anche gli educatori dato che continuo a ritenere gli albi in inglese un mezzo straordinario per l’apprendimento dell’inglese. E’ nelle scuole che vorrei portare il FCBD attraverso le fumetterie partecipanti.

Il FCBD può davvero fare del bene al fumetto qui in Italia?

A differenza di altri tipi di iniziative tipo allegati a quotidiani e periodici, il FCBD nasce per sostenere il lavoro delle fumetterie e per diffondere qualsiasi genere di fumetto, io credo che con una pubblicità adeguata si possa creare davvero un evento che allarghi smisuratamente la platea del fumetto. Conservare o meno questa platea dipenderà naturalmente dalla qualità di ciò che verrà offerto.

Alla luce dell’evento appena conclusosi, potresti tracciare un bilancio in qualità di organizzatore e promotore della manifestazione?

Devo ammettere che verso la fine ero un po’ pessimista: tanti editori interessati a parole si sono tirati indietro, alcuni facendo riferimento proprio al vincolo contrattuale di esclusiva con i distributori. Alla fine abbiamo deciso di raddoppiare la nostra offerta realizzando anche l’albo di Leoni Tigri e Orsi oltre a quello di Rocketo anche per supplire alla mancanza di offerta altrui, aggiungo per fortuna dato che di quelli che hanno dato assenso alla partecipazione due hanno avuto inconvenienti all’ultimo minuto, insomma alla fine siamo rimasti solo noi e GG Studio. Anche la stampa sembrava disinteressata e invece…alla fine il bilancio è più che positivo, nel Lazio si è interessato persino il TG3, le fumetterie da quanto mi dicono hanno avuto riscontri più che positivi sia in termini di partecipazione del pubblico che di immagine che economici anche il 5 maggio stesso.

Perché gli editori (soprattutto i grandi editori) hanno risposto negativamente all’iniziativa?

Bisogna chiederlo a loro, non credi? Se con i grandi intendi Panini e Planeta dalla prima ho avuto solo un diplomatico “non credo che parteciperemo”, la seconda non l’ho contattata direttamente ma attraverso Pegasus, tuttavia i tempi erano ormai molto stretti, pensa solo a cosa sarebbe stato avere un’edizione del numero uno di 52 nel Free Comic Book Day…

Ho letto che questo FCBD è stato organizzato un po’ di corsa e fra mille difficoltà, ma che l’organizzazione del prossimo sarebbe iniziata dal 7 Maggio 2007…è davvero già iniziata? Cosa bolle in pentola?

La cosa è stata dovuta all’essere comunque legati all’edizione americana e per ordinare i comics avevamo una scadenza fissa a fine febbraio, quando le adesioni non erano ancora terminate. Per non parlare dell’arrivo dei comics a fine aprile; abbiamo dovuto fare le corse per essere certi che tutti ricevessero tutto in tempo, anche perché avevamo 25 aprile e 1 maggio di mezzo… Ora si lavorerà sul sito, pubblicando le foto della festa nelle fumetterie in cui si è svolta, e poi bisognerà verificare con le fumetterie partecipanti se alla riuscita della prima parte dell’operazione seguirà anche la riuscita della seconda: chi ha avuto in omaggio Immaginari, Street Fighter, Rocketo e Leoni Tigri e Orsi come pure P’n’P e Route des Maison Rouge tornerà a chiedere il seguito di queste storie? Se questo avviene avremo centrato in pieno l’obiettivo.

Perché chi (editori e librai) non ha voluto partecipare quest’anno dovrebbe farlo l’anno prossimo?

Non ho più bisogno di convincerli io, ti dico solo che non avessimo avuto questa idea e non avessimo partecipato, dopo aver letto le risposte alle vostre domande che hanno dato le fumetterie partecipanti mi sarei morso le mani e ripromesso di partecipare nel 2008.

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La signing session di McNiven e Di Vito presso la fumetteria romana Italy Comics
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