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Il fumettista virale: intervista a Ed

di Simone Satta

Questa intervista nasce un po´ come un esperimento a cui Ed si è gentilmente prestato.: si tratta infatti della nostra prima intervista effettuata tramite il sempre più diffuso sistema dell´instant messenger.

Ciao Ed, vuoi presentarti ai nostri lettori?

Ciao ”nostri lettori” io sono Ed... e ormai con tutta la pubblicità che mi sto facendo ne avrete le tasche piene, per cui evito di ripetermi, eheh.

Come mai uno pseudonimo? Ti vergogni del tuo nome o c´è un´altra ragione?

È troppo lungo, troppo religioso...ma soprattutto... è molto più semplice ricordarsi le semplici iniziali che allo stesso tempo compongono un nome vero (difatti tutti gli amici ormai mi chiamano Eddy per comodità). E ammettiamolo... fa tanto figo (qui ci starebbe bene la faccina con gli occhiali da sole che se la tira).

Lo pseudonimo quindi acchiappa?

Non lo so. Di certo è più comodo che dire E-m-a-n-u-e-l-e. E poi a me il nome Ed (abbreviazione di Edward) piace da matti e mi ci sono affezionato. Permette inoltre un sacco di giochi di parole.

Ed sia, allora.

Amen...ehm no, OK! Volevo dire OK!

Guarda che rischi di fare la fine che farà Santoro stasera...*

Per fortuna non guardo la tv. A malapena so chi è Santoro.

Ormai sei una celebrità, imperversi per la rete neanche fossi un esperto di marketing virale. Il web aiuta realmente a farsi conoscere (e soprattutto a vendere)?

Sì, in un certo senso si può dire che sto imperversando sul web mio malgrado. Nel senso che il virale era voluto ma non a questi livelli. E per una serie di fortunate coincidenze sono in tanti ad aver parlato di me. Ma credo appunto si sia trattato di una serie di coincidenze.
In questo senso il web mi sta aiutando moltissimo a farci conoscere (il che a volte è imbarazzante perchè rimango ancora una persona timida)... ma aiuta poco a vendere. Nel senso che il grosso delle vendite, per quanto riguarda me, è concentrato tutto nelle fiere e nelle fumetterie e solo un´esigua parte viene venduta direttamente in rete dal mio sito.
Inoltre, dal riscontro che ho dalle persone che vengono a trovarmi in rete, sono poche quelle che vengono a cercarmi perchè mi hanno visto qua e là in rete. Credo che la maggior parte di loro, venga solo attratta dalla copertina o dalle strisce che leggono nelle copie in esposizione sul banco e se ne innamorino sul momento.
Insomma... è chiaro che sono ancora uno sconosciuto... e va bene così.

Stai lavorando per moltiplicare la varietà delle copie in esposizione sul banco?

Se mi stai chiedendo se sta per uscire il secondo volume... sì. Ovviamente ci devo lavorare, volente o nolente, perchè i lettori me lo richiedono dopo aver finito di leggere il primo volume.
In ogni caso desidero scrivere e disegnare i prossimi 4 volumi ancor più del primo. Perchè dal secondo volume inizierà a dipanarsi una sottotrama che andrà evolvendosi verso una sorta di finale che mi permetterà di sperimentare nuove cose.... ma soprattutto, sarà un crescendo sempre più sconvolgente che porterà a qualcosa di inaspettato per un fumetto (ecco, ho creato l´hype! eheheh).
Ovviamente mi auguro di riuscire a portare avanti questo progetto e di riuscire a continuare a trovare i finanziamenti per stamparlo e portarlo in fiera per l´Italia.
Ma in esposizione sul banco probabilmente comparirà prima qualcos´altro di parallelo.

Strip Season?

No no, niente Strip Season ma 2 tra i 3 progetti credo siano in un certo senso simili a quella rivista. Il terzo progetto invece, sarà qualcosa di molto breve, fatto per divertimento... e avrà a che fare con una misteriosa, e soprattutto ”reale”, figura che si sta affacciando in questi giorni nel mondo del fumetto.

Il Firmatore?

Shhhh...zitto... potrebbe sentirci qualcuno!

Ma io voglio che ci sentano! Si smaschera l´Uomo Ragno e non possiamo parlare del Firmatore? Parliamone.

Eh no, non se ne può ancora parlare. Anche perchè poi è cosa veramente da poco. Non voglio esagerare con la suspance. Diciamo che è un progetto nato per gioco e che ci sta facendo divertire molto (mi riferisco a Simone Baral)... speriamo di poter far divertire qualcun altro senza prenderci troppo sul serio. Vogliamo solo fare casino eheheh.

Se non possiamo parlare di questo, parliamo del ”crescendo sempre più sconvolgente che porterà a qualcosa di inaspettato per un fumetto”...

Se spoilero crolla tutto il gioco e l´effetto sorpresa. Dico solo che sarà molto disturbante in alcuni casi (lo spero). Per il resto le strisce andranno avanti come sempre... ovviamente migliorate nel tratto e nelle battute... SI SPERA! Qualche personaggio in più... qualche strip parallela con altri personaggi o situazioni completamente differenti... e magari l´aggiunta di un tocco di colore.
Vedremo.

A questo proposito, a che punto sei con la lavorazione? Quando possiamo aspettarci il prossimo volume di Bonny-ed?

Dopo Lucca sicuramente. Nel frattempo qualche tavola extra la farò (mi riferisco ai tre piccoli progettini di cui accennavo sopra), ma per il momento il lavoro di autopromozione, di autodistribuzione e di gestione delle fiere, uniti al lavoro in ufficio (quello con cui campo) che mi porta via almeno 10 ore al giorno, non mi permettono di mettermi a lavorare ad altri disegni. Mi manca proprio il tempo. E ne soffro parecchio.

Come fai a coniugare il lavoro con la tua passione? Hai dei tempi dedicati al fumetto o sei limitato ai ritagli di tempo?

Sono limitato ai ritagli di tempo: il week-end e le notti. Per poter lavorare al primo volume di Bonny-ed, nonostante non sia un tipo di fumetto che richiede grandi sforzi a livello di disegni, ho faticato moltissimo. Tornavo a casa tardi e passavo la notte a scrivere e disegnare. Per più di due mesi ho dormito a notti alterne. E quando dormivo non era per più di 4-5 ore, a volte anche 3 col sopraggiungere della scadenza che mi ero dato (1 Novembre). Ma sono fortunato perchè sono abituato a dormire poco. Per questo motivo gli amici mi chiamano ”vampiro”. Sigh...

Hai mai pensato di delegare parte del processo creativo a qualcun altro?

No. non potrei mai. E penso che derivi anche da un mio difetto.
È impensabile per me, accettare di dare in mano a qualcun altro parte di un´opera che sento così ”mia”.
Inoltre sono piuttosto autarchico. Mi piace lavorare da solo e avere il controllo su tutto. È più faticoso ma d´altro canto ha anche un grosso vantaggio: ti permette di gestire meglio tutti gli aspetti della produzione e renderli quindi più coesi.

È comprensibile, ma questo lascia aperta la porta ad altre collaborazioni. Hai mai pensato di scrivere una storia per un altro disegnatore o disegnare una storia scritta da qualcun altro?

Disegnare una storia per qualcun altro mi riesce molto difficile (ma non impossibile). Perchè tendo a strabordare con la mia creatività e quella non si può comandare. Inoltre mi è difficile trovare una storia che mi sia affine. Insomma... non ho la mentalità da disegnatore. Mi sento più sceneggiatore. Preferirei scrivere io per qualcun altro (a volte è anche comodo delegare questa parte di lavoro per cui non sono ancora prontissimo). Ed è un´ipotesi che ho preso in considerazione spesso. Tant’è che ho tanti soggetti nel cassetto che aspettano solo di essere distribuiti.

Ora ti farò una domanda che avrai sentito rivolgerti mille volte: perchè l´autoproduzione? E´ relativamente facile, oggi, trovare un piccolo editore disposto a pubblicare un progetto di qualità, definito e moooolto ben pubblicizzato come Bonny-ed.

mmm...non esattamente. Bonny-ed è un progetto di qualità, definito e molto ben pubblicizzato, proprio perchè mi sono occupato io di tutto (la famosa gestione ”panottica” di cui parlavo prima)....
Se avessi affidato il tutto ad una casa editrice mi sarebbero state precluse molte scelte (non necessariamente tutte...dipende da editore a editore). A partire dalla scelta del formato e del materiale di stampa. Dalla scelta di allegare un gadget e di legare il tutto ad un minimo di merchandising prodotti da dei fornitori di mia scelta... dalla scelta dei canali e dei tempi pubblicitari... fino ovviamente alla questione dei contenuti delle strip e quindi alla possibilità di poter dire quello che volevo prendendomi le mie responsabilità, ma senza alcuna forma di censura...
Insomma... l´autoproduzione per me era l´unica strada possibile, volendo gestire tutta questa serie di cose e controllare il tutto dall´interno.
E ultima cosa, ma non per importanza... autoprodursi e portare avanti completamente da soli un tale progetto è enormemente soddisfacente. Ti permette di crescere più velocemente sotto molti aspetti e di scontrarti da subito con tutti gli ostacoli che il mondo del fumetto può offrire. Poter dire ”ho fatto tutto da solo risparmiando e investendo i miei soldini” ti fa sentire orgoglioso di te.
L´importante è non perdere la testa e rimanere con i piedi per terra, consapevoli che, come nel mio caso, c´è ancora moltissima strada da fare per migliorare sul campo umano e su quello artistico.

Meglio l´autoproduzione anche del print-on-demand?

MOOOLTO MEGLIO!
Ancora oggi non ho capito quanto funzioni il print-on-demand. Ai tempi della Lilliput non credo funzionò molto. Sostanzialmente per due motivi:
- in Italia i piccoli editori (gli unici che hanno dei vantaggi nello sfruttare il print-on-demand) hanno vita dura, si sa. Devono lottare con i denti per farsi notare dai rivenditori di fumetti e finire sui loro scaffali. E il primo ostacolo sono certamente i Distributori Nazionali su cui le piccole realtà non possono fare affidamento più di tanto, a mio avviso. È ovvio che i Distributori privilegino i propri esclusivisti, le proprie case editrici, i grossi editori.
- Il secondo motivo è che, sempre a mio avviso, la vendita on-line (con le dovute eccezioni) in Italia non ha ancora preso piede. Nella mentalità dell´italiano non c´è ancora quella disinvoltura, quella fiducia che permette di fare acquisti in rete come se si trovasse al mercato. Ne ho il riscontro ogni santissima volta che qualche ragazzino o qualche ragazzina, quotidianamente mi chiede come fare per avere il fumetto, la spilla o la maglietta. Non appena comincio a spiegare il banalissimo e comodissimo metodo di ordinazione via mail... perdono interesse nell´acquisto.
La gente non si fida ancora. La maggior parte degli italiani è ancora convinta che oggi giorno comprare in rete sia pericoloso, che si possano clonare le carte, anche quando poi in realtà le carte non sempre sono necessarie (oggi vanno moltissimo le precaricate... il metodo paypal per intenderci).
Per farla breve: se un ragazzo vede il fumetto sulla bancarella in fiera, lo acquista direttamente senza pensarci troppo, anche se non è venuto allo stand per cercare appositamente quel dato fumetto. Mentre su un sito ci sono dei filtri che, per quanto risibili, bloccano la vendita del prodotto e non riescono a vincere la ”pigrizia” del visitatore. A nulla valgono promesse di recapito diretto a casa, di spese di spedizione incluse nel prezzo o di pagamento tramite contrassegno.

Magari ti hanno visto in qualche forum e hanno pensato che non ispiri tanta fiducia...

ehehehe, molto probabile! Strano perchè sono una persona per bene. Ah, tra l´altro mi hai ricordato che devo tirare fuori da freezer la signora Persichetti altrimenti non mi si scongela per cena.

Pensavo che i vampiri si nutrissero di sangue...

Sì, lo so. Sono i miei ospiti ad essere esigenti. La chiamano ”Dieta a zona”. Zona Morta ovviamente.

Del presente e del futuro abbiamo parlato, un po´ anche del passato. Rimangono le varie ed eventuali: modelli di riferimento e gusti fumettistici, non necessariamente in quest´ordine.

Gusti fumettistici... TUTTO. Amo così tanto e incondizionatamente il Fumetto da rimanere affascinato da qualunque storia narrata per immagini e nuvolette a prescindere dal genere, dal formato, dall´anno di uscita, dalla nazionalità, o dalla qualità dei disegni. Non esistono generi che non legga. Il che è strano perchè non avviene ad esempio con il Cinema, la Musica o la Letteratura, in cui ho delle preferenze di genere.
per quanto riguarda i modelli di riferimento invece... proprio per il fatto di leggere così tanti fumetti, posso dire di non averne uno in particolare (il che non è necessariamente un bene). Potrei dirti che il miglior fumetto in assoluto per me è Calvin & Hobbes ma che allo stesso tempo è quello che mi influenza di meno (è impossibile imitarlo), mentre sono stato molto influenzato dai Peanuts.
In realtà, se penso ai miei disegni per Bonny-ed (quelli con il tratto cartoonesco), i modelli di riferimento che mi vengono in mente sono i cartoni animati. Tutte quelle espressioni, il modo di disegnare i personaggi che gesticolano in una certa maniera, le forme stilizzate e morbide mi vengono in mente perchè li penso come dei cartoni animati.
Per quanto riguarda invece i testi, posso dirti che l´unico modello di riferimento che vorrei seguire se proprio dovessi scegliere, è Leo Ortolani. Non per il successo che ha, ma per il suo modo di riuscire a liberare il proprio umorismo sulla tavola senza vincoli, in maniera così istintiva e sincera. Per me è IL genio.

Beh, vista l´ora direi che siamo pronti per la domanda di rito (mi raccomando, non la ripetere davanti allo specchio tre volte o ti potrebbe apparire il diavolo). I tre fumetti che non dovrebbero mancare nella libreria di un appassionato.

AAAARGHHH!!!!!
Passo.

Devo pensare:
a)che hai visto il diavolo?
b) che eviti la domanda?


Mi ricordo che la prima volta che lessi questa domanda era su Rorschach e da allora che cerco di rispondere (sono anni che ci provo), ma più passano gli anni e più aumentano i fumetti belli che vorrei poter mettere sul podio. Mi è impossibile rispondere. Di sicuro c´è Bill Watterson e Ortolani.

Riproverò fra qualche anno per una risposta definitiva e definita, allora. Nel frattempo non leggere altro.

Eh...tu scherzi ma non ho davvero neanche più il tempo di leggerli per davvero, i fumetti.

A noi interessa che tu abbia il tempo di farli!

Ok, capo! Mi metto subito al lavoro! Aaaaargh, no la frusta sulla schiena nooo! (seguono urla disumane... dissolvenza in nero).





* L´intervista è stata realizzata durante la notte a cavallo fra il 30 e il 31 maggio, giorno in cui Michele Santoro, all´interno dela trasmissione da lui condotta, Annozero, avrebbe dovuto presentare (come poi ha fatto) l´inchiesta della Bbc Sex crimes and the Vatican.
Il documentario, incentrato sui crimini sessuali commessi dai religiosi, è stato al centro di numerose polemiche e fino all´ultimo a rischio di censura da parte dei vertici RAI.

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