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Due chiacchiere su Battlin´ Jack Murdock: intervista a Carmine Di Giandomenico

di Antonio Solinas

Ciao Carmine. Come e´ avvenuto il tuo coinvolgimento in Battlin´ Jack Murdock?
Il mio coinvolgimento, so che potrà suonare strano, e forse poco credibile, è avvenuto proprio come in un film con il sogno americano, dove il tuo sogno si realizza.
Avevo in mente da tempo questa storia, per essere precisi cronologicamente, prima di iniziare La Dottrina e poco prima della fine del primo libro di Oudeis, ma non avevo mai pensato di presentarla alla Marvel, soprattutto per l’importanza della storia che andavo a toccare.
Diciamocelo, anche perché non avevo il computer né Internet, che hanno avuto un ruolo fondamentale nel mio cambiamento professionale.
Dopo che ho iniziato a lavorare in Marvel ho preso coraggio o incoscienza, scegliete voi, e ho mandato il soggetto e lo storyboard del primo numero a Quesada, con la speranza di chi sa che non avrebbe mai avuto risposta.
E invece mi ha risposto dopo neanche 24 ore! Aveva trovato l’idea fantastica, e mi informava che aveva girato tutto all’editor di DareDevil, Simons Warren.
E da lì eccomi qui, che mentre sto rispondendo sto realizzando il sogno di una vita.
E se devo ringraziare qualcuno per quello che sta succedendo è solo una persona, la mia compagna Raffaella che mi incoraggia e segue tutte le relazioni Internet.

Sappiamo che Devil e´ uno dei tuoi personaggi preferiti. Come ti senti a scrivere una pagina importante della sua continuity?
Mi sento onorato e spaventato.
Onorato e soprattutto debitore a Quesada per aver investito su di me e sulla mia storia.
Mi ha dato l’opportunità di essere il primo Italiano a “riscrivere” le origini di DareDevil.
Spero di poter far fare una bella figura al nostro paese.
E spaventato perché mi rendo conto, in ogni vignetta che inchiostro e coloro, che prima di me ci sono stati grandi maestri del fumetto internazionale a farlo.

Come e´ avvenuta la collaborazione con Zeb Wells? Quanta liberta´ ti viene data in sede di sceneggiatura?
La collaborazione con Zeb è stata scelta dall’editor Warren, scelta azzeccata dopo che ho letto Octopus anno primo. Il suo aiuto consiste nel rendere la trama più dinamica rispetto a quella che avevo strutturato io, che era più lineare nella sequenza cronologica degli avvenimenti, più italiana se vogliamo.
La mia libertà è massima, visto che ho già scritto e storybordato tutta la miniserie, compresi i dialoghi, e adesso Zeb sta rendendo il tutto più dinamico.
E posso assicurare che sta realizzando un lavoro molto rispettoso, seguendo la mia trama e idea.

E invece per quanto riguarda la direzione editoriale della Marvel? Ti sono stati chiesti molti cambi dagli editors?
Cambiamenti non ci sono stati. Prima di presentare il progetto per la sua interezza mi sono ristudiato, o meglio ripassato, tutti i numeri di Devil che trattavano le sue origini, cercando di creare una storia che non toccasse la continuità del personaggio.
Inizialmente mi hanno fatte delle domande per capire meglio alcuni personaggi, soprattutto chi fossero, alle quali ho risposto con una documentazione storica.
E Warren è rimasto colpito positivamente da questo scambio di battute.
In Marvel stanno apprezzando molto Battlin’ Jack, soprattutto per l’idea del soggetto e della trama, che è nata da due interrogativi che mi sono sempre posto sulla figura di Jack Murdock, e di avvenimenti avvenuti successivamente nella vita di Matt Murdock.
Dando delle risposte a queste mie curiosità, come uno schizofrenico, è nata la mia storia, che, posso assicurare, non va a toccare minimamente la continuità del personaggio di Devil, ma la lascia integra.

Devil e´ un personaggio che e´ stato disegnato da una serie di disegnatori dalla forte personalita´, da Miller a Mazzucchelli a Romita Jr. A quali di questi ti sei sentito piu´ vicino per la caratterizzazione delle atmosfere della miniserie?
Sentirmi più vicino a chi…? Scherzi, vero?....
Questa domanda è pesante, mi fa paura solo pensarci.
Assolutamente non mi sento vicino a questi grandi maestri.
Raggiungere soltanto un centesimo della loro esperienza per me sarebbe già un onore.
Per la mia storia, con molta umiltà, ho solo cercato di rievocare le atmosfere de L’uomo senza paura di Miller e Romita Jr., per dare al lettore un effetto rewind di quello splendido periodo storico per il fumetto mondiale, senza però trascurare di dare un’atmosfera di fumetto italiano al tutto; è quasi uno spettacolo teatrale, con luci che sembrano riflettori da palcoscenico. Cerco di raccontare una storia che possa inserirsi tra le grandi storie che hanno trattato le origini di Devil in questi anni.
Ma oltre alle luci ho puntato molto sugli sguardi dei personaggi, da cui cerco di rendere palpabile i loro pensieri.
Lo so, è una sfida da affrontare, difficilissima e forse anche sconfitta dall’inizio, ma non mi arrendo, i guantoni sono alzati, e ancora non ho sentito la campana…..;);) (EHEHEEHscherzo)
Stilisticamente resto me stesso, con i miei pro e contro, non ho cercato di rifarmi ai grandi maestri, sarebbe un suicidio, e credo in Marvel vogliano proprio questo da parte mia…(suicidio?!)
È una storia illustrata da me, non da un clone.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Hai altri progetti in programma per la Marvel?
Attualmente sono impegnato su Battlin’ Jack, ma stanno valutandomi per altri progetti, adesso non so cosa mi proporranno, ma qualunque cosa sia il mio obiettivo sarà di dare il massimo.
Soprattutto per la fiducia che mi hanno dimostrato.

Una variazione sulla nostra domanda classica: le tre storie di Devil che preferisci...
È una domanda difficile anche questa, tutte le storie di Devil in questo periodo sono fantastiche, allora punto su quelle che ogni disegnatore dovrebbe leggere per imparare la narrazione.
Amore e Guerra, Born Again, L’uomo senza paura e aggiungo anche una quarta, Devil Giallo.
Queste sono le storie che hanno segnato maggiormente il Diavolo, e il modo di raccontare storie negli ultimi anni e senza le quali la mia storia di Battlin’ Jack Murdock non sarebbe mai potuta essere partorita.

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