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Ballon Bazar - Usato sicuro #2

Rubrica di Andrea Voglino

Punto e a Cap

Ora, che l’hanno fatto fuori, Capitan America, possiamo anche rivalutarlo, proprio come Franco & Ciccio, Totò e Edwige Fenech. in fondo in fondo, se lo merita, povero. Provateci voi, ad andarvene in giro per sessant’anni e rotti a fare i raddrizzatorti travestiti da gagliardetto o a diffondere i precetti dell’American Way of Life in un mondo dominato da pusillanimi e fasciocomunisti. Provateci voi a passare vent’anni surgelati come totani per poi svegliarvi in un mondo che non riconoscete più. Provateci voi, che sudate sette camicie per organizzare una pizzata con gli amici, a tenere insieme per tre lustri e spiccioli un super-gruppo tanto eterogeneo da far tremare i polsi a qualsiasi aspirante Premier. Siamo d’accordo: dal 1941 a oggi, il character più sfacciatamente propagandistico della Marvel ha infilato una serie infinita di storie mediocri, roba buona solo per lavarci i vetri o incartarci il pesce. Ma nonostante la fondamentale inconsistenza del personaggio, la lunga carriera di Steve Rogers conta anche qualche exploit che un posto decente in libreria lo merita. Certo, in confronto al “back catalog” di pezzi da novanta come Batman o l’Uomo Ragno, è poca roba. Ma quella poca, vale decisamente la spesa. Saltiamo a pie’ pari il Cap originale di Simon & Kirby, davvero loffissimo, e quello ripescato da Lee, Kirby e soci da “Tales Of Suspense” #59 in su. Cioè, in soldoni, il “Capitan America” della Corno. Sul valore artistico del materiale in questione, niente da dire: come usava dire Luciano Secchi, decano dell’universo Marvel Made in Italy, è indubbiamente “roba da siuri”. Fra i “must” assoluti, in questo senso, bisogna metterci almeno la saga dei dormienti (“Capitan America” 4/5, giugno 1973), la sfida con il Teschio Rosso per la conquista del cubo cosmico (“Capitan America” 7/8, agosto 1973) o la celeberrima saga psichedelica “Stanotte muoio”, con i disegni da orgasmo di un Jim Steranko in forma smagliante (“Capitan America” 27, aprile 1974, ristampato dalla Star Comics nel febbraio 1992). Il problema è che trattasi praticamente di antiquariato librario: per portarsi a casa questi albetti, a meno di qualche formidabile botta di culo, tocca preventivare una spesa intorno ai cento euri. E con quei soldi lì, se ne compra di bella robina, signora mia. Meglio, piuttosto, scendere a più miti consigli, puntando su un Cap un po’ più cheap, ma altrettanto chic. Ovvero, quello “riveduto e corretto” da Fabian Nicieza e Kevin Maguire su “The Adventures Of Capitan America”, una mini in quattro tomi pubblicata su Star Magazine 18/22 della Star Comics fra la primavera e l’estate del ’92. Cinque fascicoli a prezzo di realizzo, per un’avventura che riassume e sublima in un’opera inedita le innumerevoli “origin story” del più americano fra i super-eroi. Il Cap di “Le avventure di Capitan America” è una sorta di restyling aggiornato di quello originale antinazista degli Anni 40: di giorno, un GI-Joe sfigato in confronto al quale anche il Peter Parker degli esordi passerebbe per un sex-symbol. Di notte, una sentinella della libertà sempre pronta a gettarsi dietro le linee nemiche per gettare scompiglio fra i ranghi del Terzo Reich. Il bello, però, sta tutto nel taglio narrativo di questo “Prequel” nato sull’onda delle storie firmate da Roger Stern e John Byrne su “Capitan America e i Vandicatori” Star Comics 1/9: Nicieza e Co. frullano insieme i vecchi fumetti del Capitano e le strip sadomaso di Eric Stanton, i serial della Republic Pictures e i kolossal di Steven Spielberg e George Lucas, lo humour in punta di forchetta della Justice League DC fine Anni 80 e il costume design “iperrealista” di Alex Ross. Il risultato è una stupefacente creatura da laboratorio che - nonostante l’artwork non sempre impeccabile dei capitoli conclusivi, portati a termine da Maguire con la complicità dei mediocri Steve Carr e Kevin West - ha tutta la leggibilità di un prodotto seriale, insieme con la qualità narrativa dei migliori romanzi a fumetti Marvel e DC. Una saga con tutti i numeri per piacere a chi ama i super-eroi, ma anche a chi li ha sempre letti con sufficienza, da leggere e conservare con orgoglio tutto patriottico. I cinque albi, su Internet e nelle librerie specializzate, stanno intorno ai 2 euro l’uno. Accomodarsi alla cassa, please: nel pacchetto sono compresi anche diversi one-shot Marvel firmati da personaggini come Roy Thomas, Dennis O’ Neill, Gil Kane e David Mazzucchelli. Tutta roba che fa ancora la sua marcia figura. Fate l’affare, e alla prossima.

Le avventure di Capitan America
Star Magazine 18/22 del marzo/luglio 1992

Editore: Star Comics
Formato: 17 X 26 cm
Brossurato con copertina a colori
112 pagine colori
Prezzo: da 1,99 euro a volume





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