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Balloon Bazaar - Usato Sicuro # 1

Rubrica di Andrea Voglino

L´insostenibile leggerezza di Rodolfo Cimino

Fra i grandi sceneggiatori Disneyani Made in Italy degli Anni 60 e 70, ce n´è uno all¹insegna della qualità totale: l´ineffabile Rodolfo Cimino. Mentre altri sceneggiatori Disney dell¹epoca facevano lo struscio fra Paperopoli e Topolinia alternando detective story, operette morali dal vago retrogusto grand-guignol e cronache barksiane non sempre all´altezza dei prototipi, Cimino ha sempre veleggiato ad altezze siderali. Il suo ambito d´elezione è quella ”terra di nessuno” che si estende fra satira, fantascienza utopistica e commedia dell´arte. Anche se tutte le storie pubblicate sul ”Topolino” dei bei tempi portavano tutte la firma del buon vecchio zio Walt, quelle di questo arzillo
ex-inchiostratore nato nel 1927 a Palmanova e cresciuto professionalmente a Venezia saltavano subito agli occhi. Un po´ perché normalmente lavorava in coppia con i migliori disegnatori della Casa del Topo. E un po´ perché le sue opere giravano su poche costanti narrative ben precise, così sintetizzate da Luca Boschi in una esauriente scheda biografica sugli esordi dell´autore: ”La notizia dell´esistenza di un tesoro (sotto qualsiasi forma esso si presenti), il desiderio di Zio Paperone di accaparrarselo, il viaggio in una terra lontana dal nome di fantasia, gli eventi che prendono una piega imprevista. Manca solo la scoperta di un popolo dalle strane abitudini e dal buffo abbigliamento, ma Cimino avrà modo di sbizzarrirsi su questo punto nei decenni a venire”. Fra le storie più esilaranti partorite dal nostro combinando gli ingredienti di cui sopra c´è sicuramente ”Zio Paperone e l´Elmo del comando”, un´avventura in due parti realizzata insieme con Romano Scarpa nel 1973 per ”Topolino” e ristampata nel giugno del 2002 sul numero 24 di “Tutto Disney”.
La storia in soldoni: Paperone, fiaccato da una curiosa malattia psicosomatica che gli toglie sonno ed energie, s´invola con Paperino e nipotini verso un mondo lontano per trovare una cura. Una volta a destinazione, scopre che il sottosuolo trasuda metallo giallo, e si fa eleggere sovrano del pianeta a furor di popolo. Ma invece della solita corona, i notabili locali gli rifilano un infernale marchingegno programmato per incollarsi alla cervice di chi lo indossa punendo ogni legge ad personam con cospicue dosi di manrovesci. E il vecchio arpagone, ovviamente, ne farà le spese.
Se il plot tira verso il classico rivisitato, irrobustendo uno dei cliché più sfruttati nella storia della Banda dei Paperi con una nota di umorismo nonsense, la sceneggiatura è un vero e proprio fuoco di fila di colpi di genio. Gli extraterrestri parlano tutti come Cattivik, e dietro l´apparenza bonaria nascondono una vocazione da bambini cattivi: cinto l´elmo del comando a Paperone, gli consegnano malignetti ”La cassett con i cachet per il mal di test”. E il Vecchio Papero, rimediata la prima scarica di sganassoni: “Dev´essere l´ebbrezza del potere! Mi ci abituerò!”. Ma l´idea migliore è l´implacabile elmo, una sorta di copricapo vichingo con un paio di manone guantate al posto delle solite corna: un´invenzione scenica che a più di 30 anni dal suo primo exploit mantiene tutto il proprio potere eversivo, e calzerebbe a pennello a tutti i leader populisti ancora in circolazione. Una piccola grande opera, insomma, che ha ancora la freschezza e la forza d’impatto di tutte le favole perfette.
Su eBay, i due fascicoli stanno a 4,50 euri l’uno: solo le pubblicità della Bontempi e della Policar valgono l’acquisto, figuriamoci i fumetti. Fate l´affare. E alla prossima.

Zio Paperone e l´elmo del comando
Topolino 941/942 del 2 e 9 dicembre 1973

Editore: Arnoldo Mondadori Editore
Formato: 13,5X18,5 cm
Brossurato con copertina a colori
72 pagg. colori
Prezzo: da 4,50 €

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