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L’Occhio che uccide: foto-reportage da Napoli 2007

di Antonio Solinas

A Napoli si imparano un sacco di cose.
Nello specifico, abbiamo imparato che anche i rappresentanti del fumetto d’autore sanno ruttare, che girano pettegolezzi sulla vita sessuale di uno degli ospiti stranieri del Comicon, che il fumetto popolare secondo alcuni autori puzza (ahah).
Siamo venuti a conoscenza dei piani per nuove serie in preparazione (con autori che lavoreranno contemporaneamente per i più ricchi e per i più poveri), dell’esistenza di editori pieni di soldi (la frase originale parlava di orifizi ben precisi), del fatto che anche se ci sono le migliori intenzioni a volte l’organizzazione degli incontri e delle interviste pecca e, purtroppo, che la piaga dei cos-players ha ormai invaso anche quello che era l’ultimo baluardo della resistenza fumettistica.
Ma oltre a imparare, a Napoli c’era anche tanta roba da vedere. Per cui è meglio finirla qui e lasciarvi alle immagini.
Buona visione.

Il suggestivo scenario all´ingresso del Comicon Un sosia di Serpieri, oppure era proprio lui? Bottero e Recchioni tramano qualcosa... Remo Fuiano fa il <i>fubbino</i> con una barista Lo stand della NicolaPesce Editore Massimiliano Clemente allo stand Tunué

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