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Brad Barron: le considerazioni finali del creatore

di Tito Faraci

La battaglia è finita. Sono rimasto in piedi. Ma adesso penso che mi troverò un posto tranquillo dove stare seduto un po’, a pensare. Il concetto di “riposo del guerriero” ora mi è chiaro.
Vietato lamentarsi. È andata bene, anche meglio del previsto. Brad Barron aveva avuto una partenza alta, con il primo numero, ma non altissima. Confesso che mi ero un po’ preoccupato. Poi, però, dopo le scosse d’assestamento dei primissimi numeri... la mini serie si è assestata su dati di vendita alti, e praticamente è rimasta lì fino alla fine.
Ne ho lette di tutti i colori, su Brad Barron. Lette anche in rete. C’è anche qualcuno che sosteneva che i tutti (!) i lettori sarebbero andati avanti solo per completare il faccione sui dorsi. Buona, questa. Me la incornicio.
Certo, il format della mini porta dei vantaggi. Mica lo nego. Ma c’è anche un rovescio della medaglia, che nessuno prende in considerazione. È più difficile, ma molto più difficile, che qualcuno decida di salire sul treno in corsa, quando è già partito. Devi tenerti stretti i tuoi lettori, amico, perché non ne arriveranno di nuovi a compensare eventuali perdite. Pensateci su.
Ma Brad Barron i suoi lettori se li è tenuti stretti. E, a meno che non fossero tutti masochisti, deve avere dato loro un buon motivo per restare. Così, a conti fatti, non posso che essere soddisfatto. Tiro il fiato, sorrido. Però il fiato è grosso. Sono stanco.
Niente vittimismi, intendiamoci. Oltre che poco eleganti, sarebbero ingiustificati dal contesto. I pareri positivi, anche molto positivi non sono mancati, anzi. A Brad Barron hanno dedicato belle parole anche quotidiani, riviste, telegiornali e programmi televisivi vari. E non dimentico certo il forum, che ho visto crescere e a cui ho partecipato attivamente. Tuttavia...
Tuttavia a volte mi sono sentito un bersaglio grosso. Su cui, in certi ambienti, è sembrato giusto, doveroso e magari anche comodo sparare. Con i bersagli grossi non devi prendere neanche troppo bene la mira.
Una delle accuse formulate contro Brad Barron è stata di avere copiato temi e trame di blockbuster americani. Di appartenere alla DVD generation. Ma quali sarebbero questi film, di preciso? Mi sono rifatto ad archetipi narrativi classici. Questo l’ho sempre dichiarato. Ma copiare film, andiamo...
E, per favore, non tiratemi fuori il solito Indipendence Day, per il primo numero. Arrivano gli alieni e distruggono la metropoli. Ah, be’. E allora? È come dire: arrivano gli indiani e attaccano la diligenza, in un western.
Nel bene e nel male, Brad Barron è stato, al contrario, un’operazione all’insegna di un dichiarato classicismo. Ho guardato molto più indietro e molto più lontano della vetrina con le ultime uscite di Blockbuster. Fra le pagine di Brad Barron potete trovare temi da me usati in mille film, romanzi e, soprattutto, fumetti. Ma questo non significa copiare, riprodurre l’ultimo successo cinematografico. Significa usare un patrimonio comune, della narrativa (per immagini e no) di genere.
Ho attinto all’immaginario comune. Ho viaggiato in quell’America che è un luogo del mito, che non appartiene più solo agli americani. Una volta lo ha detto anche Wim Wenders, anche se non ricordo con quali parole precise. Ho creduto di averne pieno diritto. Lo credo ancora. Lo rifarò. Sto sceneggiando Tex, infatti.
Se avessi scritto Brad Barron facendo perno sul “nerdismo imperante”, come scriveva Antonio (con ironia, peraltro), lo avrei scritto in un altro modo. Perché, a giudicare dai giri fatti in alcuni luoghi oscuri della rete, i nerd sono stati parecchio scontenti. Ma, per fortuna di tutti, e su questo io e Antonio saremo certamente d’accordo, il nerdismo NON è imperante. Non voglio nemmeno immaginarmelo, un mondo dominato dai nerd. Brrr. Anche se in fondo un po’ nerd lo siamo tutti, ciascuno di noi nel proprio modo e nella propria misura. E io non scaglierò certo la prima pietra.
Mi rendo conto di una cosa solo ora, mentre cerco una buona chiusura per questo pezzo. Probabilmente questo è l’ultimo mio intervento sulla mini serie Brad Barron in rete, e forse dovunque. È finita. Ci sarà uno Speciale, è vero, ma il discorso sarà un altro. Ora voglio godermi un po’ di silenzio. Passo e chiudo.

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Copertina del numero 1 di Brad Barron, disegno di Celoni
Copertina del numero 18 di Brad Barron, disegno di Celoni
Disegno di Bruzzo dal numero 18 di Brad Barron
Un disegno di Celoni dal numero 18 di Brad Barron
Quarta di copertina del numero 18 di Brad Barron, disegno di Celoni