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Spider-Man 3: Il fascino del male

di Manuel Seu

Come in molti hanno già sottolineato, la terza parte della saga di Spider-Man soffre di due difetti che balzano agli occhi già dopo pochi minuti di visione,: innanzitutto c’è troppa carne al fuoco, con almeno quattro linee narrative e troppi personaggi importanti che si intersecano e spesso si confondono, e in secondo luogo il film oscilla in maniera incontrollata fra il tono ridanciano e quello serio. La prima debolezza può essere attribuita a una serie di cause, non tutte sotto la responsabilità esclusiva di Sam Raimi. Sarebbe infatti ingenuo credere che un operazione da 200 milioni di dollari possa essere stata affidata in toto, soprattutto nella sua genesi, al controllo del pur bravo regista. Perciò l’idea di riunire ben tre “cattivi”nello stesso film potrebbe derivare dalla tendenza sempre più diffusa, nella più importante industria cinematografica, a puntare sull’accumulo, sovente insensato, di ingredienti ritenuti attraenti per un pubblico di età media molto bassa. La loro elaborazione sembra invece, paradossalmente, meno in linea con quelle che si può presumere siano le esigenze principali di una grande casa produttrice. E qui arriviamo alle responsabilità dirette dell’autore: se è vero infatti che alcune brusche e traumatiche cesure di montaggio potrebbero derivare dall’imposizione di ridurre a una durata più tollerabile dai ragazzi un materiale che inizialmente toccava i 180 minuti, è altrettanto indubitabile che l’evidente incertezza su quale approccio privilegiare è sicuramente di Raimi. Così come, infatti, in alcuni frangenti, come per esempio la lunga e insistita sequenza in cui si mostrano gli effetti del contagio velenoso sui comportamenti pubblici di Peter Parker o il godibile duetto col cameriere francese alla Clouseau interpretato dall’indimenticato Bruce Campbell, si riconosce con piacere la mano scanzonata della giovane promessa dell’horror postmoderno anni ’80, allo stesso modo risulta evidente come mal si integrino nel resto della narrazione, che invece trae linfa emotiva dall’incisività del versante drammatico. Non è un caso, a questo proposito, che i due personaggi più convincenti e profondi siano quello di Flint Marko/Sandman e dell’amico fraterno di Parker Harry Osborn, interpretati con credibilità da Thomas Haden Church, che conferma il suo spessore dopo la candidatura all’Oscar per Sideways, e James Franco, che forse comincia a liberarsi del fantasma di James Dean che interpretò con notevole aderenza in un film televisivo di qualche anno fa. I loro angosciosi dilemmi e i loro pesanti destini sono illustrati con un’attenzione e una partecipazione che appassionano. Ma Raimi pare purtroppo non accontentarsi più della goffaggine del protagonista e dei siparietti in redazione animati dall’iracondo direttore, che nei capitoli precedenti allentavano efficacemente la tensione, e, pur dimostrando rispetto per le origini nel recuperare una certa leggerezza che fa parte integrante dell’universo a fumetti cui si ispira, si preoccupa poco dell’equilibrio complessivo. Certo è comunque innegabile che, nonostante tutto, il risultato finale sia godibile e che il ritmo non si affievolisca davvero mai, e sono punti pesanti a favore, tuttavia durante la lunga fruizione certi squilibri disturbano quasi quanto le vibrazioni sonore fanno con Venom e si vanno ad aggiungere a un ulteriore elemento che lascia perplessi: forse per l’inadeguatezza di Maguire che per somiglianza ed espressività sembra sempre più il figlio di Kevin Kline senza averne l’immenso talento, forse per una sottile e strisciante avversione di chi gli ha scritto e realizzato le scene, il personaggio di Peter Parker è scialbo e incapace di conquistare; si arriva persino ad augurarsi che Mary Jane scelga definitivamente Harry e a preferirlo quando diventa arrogante e violento. A questo punto si potrebbe persino sospettare che tutto quell’agitarsi intorno a lui nasca dall’esigenza o dal desiderio di farlo dimenticare.




SPIDER-MAN 3

Titolo originale: Spider-Man 3
Nazione: USA
Durata: 156 min. (colore)
Regia: Sam Raimi
Principali Interpreti:
Tobey Maguire - Peter Parker/Spider-Man
Kirsten Dunst - Mary Jane Watson
James Franco - Harry Osborn
Thomas Haden Church - Flint Marko/Sandman
Topher Grace - Eddie Brock/Venom
Bryce Dallas Howard - Gwen Stacy
James Cromwell - Capitano George Stacy
Rosemary Harris - May Parker

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Tobey Maguire nei panni di uno Spider-Man mai così oscuro
Il tenebroso Uomo Ragno di Spider-Man 3
La bellissima Bryce Dallas Howard presta il suo volto all´indimenticata Gwen Stacy
Thomas Haden Church, con il maglione d´ordinanza dell´Uomo Sabbia, e i suoi problemi di pelle secca...
James Franco, alias Harry Osbron, segue le orme di suo padre Norman, il primo Goblin
Topher Grace, alias Eddie Brock, sperimenta la dolorosa trasformazione in Venom