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Magnus in mostra a Bologna: il Pirata dell´Immaginario torna a casa

di Andrea Cantucci

Bilbolbul, chi era costui? Probabilmente questo nome non è molto familiare neanche tra gli appassionati di fumetti nostrani, eppure nel lontano 1908 è stato il primo protagonista di una serie a fumetti italiana. Era un piccolo africano pasticcione ma volenteroso, disegnato dall’allora celebre illustratore Attilio Mussino, e negli anni del colonialismo faceva concorrenza al Little Nemo di Winsor McCay per fantasia e originalità grafica, prendendo alla lettera i più strampalati modi di dire. Speriamo che l’anno prossimo qualcuno pensi a celebrarne il centenario, insieme a quello di tutto il nostro fumetto. Per adesso ha dato il nome ad una manifestazione culturale che, a giudicare dall’esordio, potrebbe diventare molto importante. Dal 14 al 18 marzo 2007, si è tenuta infatti a Bologna la Iª edizione di BilBOlbul. Festival Internazionale di fumetto, con cui la città ha celebrato il suo ruolo storico nel settore, se non come sede di grosse case editrici, almeno come patria di significativi autori. In questa prima serie di incontri e inaugurazioni di mostre, si è riservato il posto d’onore, a dieci anni dalla sua scomparsa, a quello che è stato senza dubbio il più importante tra i fumettisti bolognesi: Roberto Raviola, in arte Magnus, un autore non ha bisogno di presentazioni tra gli appassionati delle nuvole parlanti. Basta passare in rassegna le otto sezioni che la mostra dal titolo Magnus. Pirata dell´immaginario dedica alla sua opera presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna, per rendersi conto dell’altissimo livello della sua produzione e della grande varietà e originalità di personaggi e racconti realizzati in trent’anni di carriera, con l’unica irrinunciabile costante di una meticolosissima dedizione professionale.

Si inizia con la sezione “Da Kriminal a Alan Ford”, una carrellata relativamente breve sulle piccole tavole dei tascabili, scritti da Luciano Secchi e pubblicati dalla Corno tra il ‘64 e il ’75, in cui Magnus esordì come disegnatore e affinò il suo stile grafico. Sono comprese pagine del primo Kriminal e della primissima avventura di Satanik, oltre a quelle di antieroi meno noti, come l’Agente SS018 Dennis Cobb, la corsara spaziale Gesebel e il satirico re Maxmagnus, l’unico nato nel grande formato della rivista Eureka, tutti definiti per la prima volta dalla matita di Magnus, prima di essere continuati o ripresi coi disegni di altri. Non è dedicato eccessivo spazio neanche alla serie di Alan Ford e del gruppo TNT, a cui Magnus deve la maggiore fama a livello popolare, ma anche la limitata selezione in mostra permette di notare a che livello era arrivata la sua evoluzione grafica nei primi anni ‘70.
E’ con la sezione intitolata “Le Saghe” che si entra nel vivo della produzione di Magnus come autore completo, attraverso studi preparatori, copertine e tavole definitive di due sue opere fondamentali: “La Compagnia della Forca” e “I Briganti”, pubblicate rispettivamente a partire dal ‘77 e dal ‘78, con cui il disegnatore si slega dalla limitazione di un singolo protagonista fisso, comincia ad ispirarsi ad atmosfere e libri antichi e sfoga la sua fantasia nella creazione di costumi e scenari ricercati, a metà tra l’esotico e il fantastico. Da qui in poi la mostra si arricchisce di studi dei personaggi eseguiti su carta millimetrata (per fissarne le proporzioni) o su cartoncini colorati, in cui l’aggiunta di zone bianche e colori diversi modella le forme con una plasticità a volte più immediata ed espressiva di quanto potevano fare pennarelli e china sulle tavole in bianco e nero destinate alla pubblicazione.
Nella sezione dedicata a “Lo Sconosciuto”, si fa un passo indietro al 1975, con i bozzetti delle copertine e le tavole interne di questa rivoluzionaria miniserie ante litteram. Tra sottili linee a pennarello un po’ sbiadite, retini e fotocopie di sfondi ormai ingialliti dal tempo, e forti campiture di china ancora nitida dopo trent’anni, si snodano parti di vicende sempre attuali e moderne nella loro crudezza, immerse in una violenza a cui oggi siamo sempre più assuefatti, ma che allora aveva una carica così dirompente da poter essere apparire solo in tascabili “per adulti”. Curiosamente alcune pagine sono eseguite in coppia su una stessa tavola, probabilmente per percepirne meglio l’effetto d’insieme. Completano la sezione dello Sconosciuto, alcuni studi e tavole relativi al secondo ciclo del personaggio dei primi anni ’80.
Si prosegue con “Necron”, il mostro sessualmente dotato nato nel 1981, quello che in origine doveva essere semplicemente un ennesimo fumetto “nero” per adulti, realizzato su testi altrui per motivi di pura sopravvivenza economica, e che a dispetto dei contenuti spinti ai limiti del buon gusto, si trovò ben presto ad essere disegnato da Magnus con uno stile decisamente “chiaro” che lo sdrammatizzava completamente, diventando un altro tassello nella sua evoluzione verso sperimentazioni sempre più raffinate e personali. Insieme ai modelli preliminari della dottoressa Frieda Boher, disinibita padrona di Necron, possiamo vedere molte tavole degli ultimi numeri della serie, in cui il mostro è ormai rappresentato con un aspetto decisamente più comico che terrificante, e le bozze a colori delle copertine per la ristampa del 1993.
Tra le più belle della mostra, la sezione “Donne e Oriente” ospita bozzetti e tavole di opere a sfondo erotico, fantastico e storico realizzate tra il ‘74 e il ‘91. Si spazia dai tascabili autoconclusivi disegnati da Magnus per l’editore Barbieri, e poi rivalutati come “Novelle Erotiche”, alle grandi pagine dei cicli d’ispirazione orientale, tra cui per gusto grafico e atmosfere si può inserire anche quello fantascientifico di Milady. Le tavole più raffinate sono però quelle ispirate a due opere della letteratura cinese: l’interminabile romanzo del XVI secolo “Fiori di Prugno in un Vaso d’’Oro”, di cui una piccola parte è stata adattata da Magnus nell’album “Le 110 Pillole”, e “I racconti fantastici di Liao”, sette dei quali furono da lui trasposti a fumetti nella serie “Le Femmine Incantate”, in grandi tavole montate su cinque strisce che sono tra le più dettagliate della mostra.
Una sezione che si differenzia un po’ dalle altre è quella dedicata a “Le Fiabe”, con illustrazioni e storie brevi appartenenti alla produzione meno nota e meno ristampata dell’autore. Questa comprende anche i molti ed accuratissimi disegni preparatori per il racconto “Socrate’s Count-Down”, in cui è riprodotto più volte e da tutte le angolazioni il calice della cicuta coi suoi elaborati intarsi. Le fiabe vere e proprie sono invece rappresentate soprattutto da due atipiche storie dalle atmosfere agrodolci, realizzate per il volume “Lunario 1995 allegro ma non troppo” e qui esposte integralmente. I visitatori possono così seguire per intero le vicissitudini e le riflessioni legate a certe creaturine fatate, che di volta in volta possono sporgere dai muri o di tra le castagne (a quanto pare anche a seconda delle stagioni…).
Nella sezione “Il Texone”, una selezione necessariamente limitata dei dettagliatissimi studi preliminari, con versioni alternative di intere strisce complete e mai pubblicate, può appena far intravedere quello che deve essere stato l’enorme lavoro di preparazione dell’opera che ha impegnato Magnus per gli ultimi sette anni della sua vita: l’albo speciale n° 9 di Tex, “La Valle del Terrore”, sceneggiato da Nizzi e pubblicato nel 1996 subito dopo la morte del disegnatore. Tra i modelli dei personaggi si riconoscono molte posizioni ed espressioni perfettamente identiche a quelle poi utilizzate nelle pagine del volume, e si possono anche confrontare i cavalli disegnati nella versione definiva dall’assistente Giovanni Romanini, con quelli che inizialmente aveva tentato di disegnare Magnus, con risultati non abbastanza soddisfacenti.
Particolarmente interessante ed appassionante, soprattutto per gli addetti ai lavori, è infine la sezione “Il Metodo di Lavoro”. Vi si possono esaminare studi e tavole preliminari di opere mai realizzate, come L’Uomo di Lugo (che doveva uscire nella collana “Un Uomo Un’Avventura”), Roy Mann (sceneggiato da Sclavi e poi disegnato da Micheluzzi) e Il Conte Notte (a cui Magnus voleva dedicarsi dopo la conclusione del “Texone”), ma possiamo vedere esposti anche i dettagliatissimi e intricati schemi dei soggetti, degli scenari e delle tavole che hanno preceduto la realizzazione de La Compagnia della Forca, I Briganti, Le Femmine Incantate, o il “Texone” stesso. Sono appunti ad uso dell’autore e a volte difficili da decifrare, ma permettono di comprendere meglio la gran mole di lavoro e complessità che stavano dietro ogni singola pagina scritta e disegnata da Magnus.
Una nona sezione è poi dedicata a “Le Pubblicazioni”. Vi sono esposte prime edizioni e ristampe, italiane e straniere, sia di albi e volumi interamente realizzati da Magnus, che di riviste e periodici in cui sono apparse le sue opere, con vari fascicoli cortesemente aperti alle pagine in questione. Si va dal numero del Vittorioso su cui furono pubblicati per la prima volta dei disegni del piccolo Roberto Raviola, fino ai tre album de “Le Avventure di Giuseppe Pignata”, di cui Magnus curò le sceneggiature, per i disegni di Sergio Tisselli, prima di essere completamente assorbito dall’avventura del “Texone”. Non mancano neanche i libri per ragazzi illustrati prima di intraprendere la carriera di fumettista, i manifesti allegati agli albi, le pubblicità e ogni genere di supporti, cartacei e non, su cui siano stati riprodotti disegni di Magnus.

I più di trecento disegni originali, tra studi preliminari e opere definitive, suddivisi nelle prime otto sezioni, fanno effettivamente di questa mostra bolognese la più vasta esposizione antologica mai dedicata a Magnus, come recitano con giusto e malcelato orgoglio il comunicato stampa e il sito ufficiale della manifestazione. Tutto ciò è stato possibile anche grazie all’aiuto fornito agli organizzatori dagli eredi Raviola, dal collaboratore prediletto Romanini e da collezionisti di tutta Italia, a cui quindi devono andare i nostri più sentiti ringraziamenti.
Anche la collocazione di questa bellissima mostra nella Pinacoteca Nazionale di Bologna rende finalmente giustizia all’alta qualità artistica del lavoro di Magnus e al tempo stesso, grazie all’opera di un autore che si è dedicato al fumetto con un’immensa cura e passione, contribuisce ad eliminare i residui di quell’antiquato snobismo con cui alcuni continuano a distinguere tra arti accademiche e presunte arti minori. Magnus ha dimostrato che anche il fumetto, se non sempre lo è, può però diventare arte.


La mostra Magnus. Pirata dell’Immaginario è aperta fino al 13 maggio 2007, fino ad allora tutti coloro che volessero conoscerne meglio l’opera o scoprirla per la prima volta, sono in tempo a visitarla. Si tratta di un grande omaggio ad un grande autore, ma anche di una grande occasione per tutti gli appassionati di fumetti.


In corrispondenza della mostra, l’editrice Black Velvet ha pubblicato un volume di saggi critici, a cura dell’associazione Hamelin, dal titolo: Magnus. Pirata dell’immaginario, in cui sono riportati, insieme ad altri scritti, gli interventi del convegno sull’autore che si è tenuto nei giorni 15 e 16 marzo 2007 presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, sempre nell’ambito del festival BilBOlbul. Al convegno hanno partecipato esperti, studiosi e critici, come Antonio Faeti, Luca Boschi, Luigi Bernardi e Daniele Barbieri, ma anche colleghi disegnatori, scrittori e sceneggiatori, come Vittorio Giardino, Loriano Machiavelli e Daniele Brolli. Il volume è in vendita presso la mostra col dieci per cento di sconto (a 18,00 euro invece che a 20,00). All’interno ovviamente sono riprodotti anche molti schizzi, illustrazioni e fumetti di Magnus, con alcune pagine a colori relative al progetto de “Il Conte Notte”. Manca invece un vero e proprio catalogo delle opere esposte, che riproduca in modo più completo i tanti studi e disegni inediti presenti nella mostra, anche se è vero che data la vastità dell’esposizione si sarebbe trattato di uno sforzo editoriale non indifferente.


Nelle tante altre mostre, incontri e proiezioni del festival BilBOlbul 2007, si sono alternati disegnatori che cercano di dar nuova linfa e spessore al fumetto italiano, come Toffolo o Costantini, e autori d’avanguardia provenienti da paesi che esportano raramente i propri fumetti, come la Germania, la Finlandia o la Serbia.
Meritano almeno di essere segnalate per qualità, durata e ampiezza espositiva, le mostre allestite presso il Museo della Musica e all’interno della libreria Il Portico. Nella prima sono esposte le tavole originali dello svizzero Frederik Peeters, tratte dai suoi due romanzi a fumetti “Pillole Blu” e “Lupus” (pubblicati in Italia da Kappa Edizioni), in cui fantasia e intimismo si sposano ad uno stile grafico deciso ed essenziale e ad un ottimo senso del montaggio. La seconda, dedicata al Corsaro Nero, espone delle tavole sul personaggio salgariano sceneggiate da Otto Gabos e realizzate con vari stili, da ben diciassette diversi disegnatori italiani, nel corso della manifestazione Arena! 2006. Entrambe le mostre chiudono purtroppo il 15 aprile 2007.
Presso il Museo Ebraico di Bologna si può invece visitare fino al 22 aprile (ricordandosi che il sabato è giorno di riposo…), la mostra della fumettista israeliana Rutu Modan, che ha da poco esordito in Italia col volume “Sconosciuto” pubblicato da Coconino Press.
La quantità degli autori esposti e intervenuti è veramente notevole, e purtroppo è qui inevitabile far torto alla maggior parte di loro, ma sarebbe difficile elencarli tutti. Non si può in definitiva far altro che lodare il grande lavoro svolto dagli organizzatori per dare rilievo a tante opere originali e poco note al grande pubblico, trattando una volta tanto il fumetto da un punto di vista decisamente culturale. L’unica nota negativa è forse la frammentazione eccessiva dei punti espositivi, alcuni con spazi molto limitati e diversi orari di apertura. Ciò può essere utile e simpatico dal punto di vista della diffusione del fumetto all’interno di tante piccole realtà, ma rende difficoltoso raggiungere tutte le mostre (e anche trovarle tutte aperte), per i visitatori provenienti da fuori, che spesso hanno una sola giornata a disposizione, e purtroppo questo va inevitabilmente a scapito proprio di quei disegnatori meno conosciuti che avrebbero più bisogno di visibilità.
Vale comunque la pena di attendere con interesse un’eventuale seconda edizione di BilBOlbul, sperando che nell’anno del centenario del personaggio omonimo e del nostro fumetto, possano essere messi a sua disposizione altri grandi ambienti come quelli della Pinacoteca Nazionale.



Magnus. Pirata dell´immaginario
Mostra a cura di Hamelin Associazione Culturale
Grafica e allestimento a cura di Rauch Design

Bologna
Pinacoteca Nazionale
Via Belle Arti 56
16 Marzo - 13 maggio 2007

Orari: da martedì a domenica ore 9:00 – 19:00
Biglietto: intero 6,00 euro - ridotto 3,00 euro



Per informazioni sia sulla mostra di Magnus che sulle altre iniziative di BilBOlbul 2007:

www.bilbolbul.net



Per altre informazioni e immagini sull’opera di Magnus:

Sito ufficiale Magnus Online

Sito Magnus Walhalla su UBC fumetti

Speciale Magnus il Viandante su Comics Code

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Locandina della mostra Magnus. Pirata dell’Immaginario.
Copertina del volume “Mari Amari”, quarto numero della ristampa in formato album della serie “La Compagnia della Forca”
Bozza di copertina per il racconto “Il Teschio Vivente”, pubblicato in formato tascabile nel 1980, dall’editore Enzo Barbieri.
Prima pagina della storia “Il Conte Notte”, rimasta incompiuta per la prematura scomparsa dell’autore.
Una pubblicità disegnata da Magnus per una marca di calzature.