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Associazione Fumetterie Italiane: Il manifesto programmatico

di a cura dell´AFUI

In qualità di titolari di fumetterie (e di iscritti all´Afui ed al suo forum), ci chiediamo da tempo quale sia, o quale dovrebbe essere, il ruolo riconosciuto alla nostra attività nel mercato dei fumetti in Italia.
E spesso riflettiamo su quali strumenti ci dovrebbero essere forniti perché possiamo assolvere al meglio a quello che potrebbe essere il nostro compito.
Alla fine di tutte le discussioni però, quello su cui finiamo per convenire è il sogno condiviso di poter diventare i destinatari di una politica commerciale ricca e articolata di proposte, che sia disponibile a venire incontro alle richieste legittime dei librai senza che questo debba necessariamente portare editori e distributori a sacrificare i propri obbiettivi economici.
Con la speranza di poter assolvere un giorno egregiamente a un ruolo di tipo culturale, tipo ´Dispensatori di buoni consigli in tema letture di arte sequenziale´.
Ma soprattutto il sogno di essere considerati ufficialmente i degni destinatari di una tale politica.
E quindi ciò che abbiamo deciso di offrire pubblicamente (e che non ci è mai stato chiesto) è il senso dell´esperienza della vendita diretta, fatta continuativamente, a contatto diretto con gli umori quotidiani della clientela, ben diversi dall´entusiasmo mostrato nelle fiere. Una clientela impoverita dalla recessione e resa diffidente dal non essere stata trattata sempre benissimo dalle politiche editoriali di diverse ed importanti case editrici.
Riteniamo di poter dare un´importante contributo alla crescita del settore ma vorremmo essere supportati nel nostro vendere da chi produce e da chi distribuisce, in vista di una comune prosperità costruita sulla grande circolazione di buone letture presso un numero sempre maggiore di lettori.
Perciò lo scopo di questa lettera è di portare a conoscenza dei nostri interlocutori (distributori e editori) i fattori che dal canto nostro costituiscono il freno a questa possibile crescita, in pratica i problemi delle fumetterie, cercando nel contempo di proporre loro un’analisi e una critica costruttiva delle soluzioni condivisibili e realizzabili.
I temi di cui vorremmo dibattere sono schematicamente i seguenti:

1) Impatto delle rimanenze e del magazzino
Abbiamo bisogno di strumenti che ci consentano di ammortizzare l’impatto economico degli invenduti e più in generale del magazzino.
Con l’aumento continuo dei titoli proposti e delle case editrici diventa necessario essere in grado di prendere con più tranquillità decisioni che sono al momento fortemente condizionate da una serie di fattori come:
- i ritardi, spesso davvero notevoli e francamente inaccettabili, di molte pubblicazioni rispetto alle date di uscita annunciate e che vanificano in buona misura il tentativo di impostare in modo razionale e progressivo gli acquisti da parte delle fumetterie;
- i cambiamenti di prezzo e formato, ai quali si accompagna una rara possibilità di modifiche sui quantitativi già ordinati. Dovrebbe essere evidente come anche in questo caso si rischi di rendere vano lo sforzo delle fumetterie di calibrare i propri acquisti in ragione di valutazioni che non possono restare immutate col passare dei mesi;
- la mancanza di dati su tirature e su disponibilità di arretrati, altro elemento che rende impossibile un´oculata programmazione degli acquisti, dal momento che questa deve necessariamente basarsi sulla considerazione che non tutte le copie vendibili di un determinato titolo occorrono alla fumetteria immediatamente. Infatti a causa dell´aumento dei prezzi dei fumetti, gli acquisti della maggioranza dei lettori divengono sempre più diluiti nel tempo mentre d’altro canto alle librerie sono imposti termini di pagamento strettissimi che se non equilibrati dall’entità degli incassi giornalieri rischiano di causare instabilità finanziaria in modo rapido;
- la mancanza di dati sulla durata e certezze sulla conclusione delle nuove serie e comunque più in generale scarsissima informazione tecnica rivolta direttamente a noi librai;
- l’abitudine, caratteristica soprattutto dei piccoli editori, a concentrare un numero più o meno alto di uscite in un’unica data, spesso in concomitanza di una qualche manifestazione di rilievo. Pur comprendendo l’esigenza degli editori di risparmiare denaro al momento della stampa, ed il loro legittimo approfittare dell´opportunità di poter vendere quante più copie possibili direttamente al pubblico, quindi con un miglior margine, gradiremmo però che tutto ciò fosse programmato con una più attenta valutazione delle possibilità che il mercato può realisticamente offrire! Non dimenticando poi come diverse di queste uscite, già posticipate per mesi, principalmente nel caso di nuove serie, costringano i librai ad ordinare più numeri consecutivi senza avere idea di come quel determinato titolo possa essere accolto dal mercato.
In definitiva avremmo bisogno di poter contare su un margine di rischio più basso, ottenibile introducendo la possibilità di rendere almeno una parte dell’ordinato (e siamo disponibili ad accollarci i costi della gestione di questi resi), o in alternativa percentuali di sconto più elevate.
In subordine chiediamo che ci venga concessa la formula del conto vendita sugli arretrati, albi stampati e pagati da tempo ai tipografi, albi che rischiano l’oblio e che, perlomeno nei tempi di permanenza presso le fumetterie, avrebbero una chance in più di interessare qualcuno.
E´ necessario anche poter disporre di tempi di pagamento più lunghi, visto l´allungamento dei tempi di acquisto da parte dei soliti scarsi lettori sopraffatti dalla mole delle proposte.

2) Prezzi e formati
Riteniamo che sia doveroso che gli editori si pongano il problema del notevole aumento subito dai prezzi delle pubblicazioni negli ultimi anni.
Siamo consci che la crescita del costo della vita non poteva lasciare indenne un comparto debole come il nostro, e siamo disposti a sopportare la nostra parte di avversità, ma crediamo che chi produce abbia l’onere e l’onore di trovare nuove strade che tengano conto del ridotto potere d’acquisto di quasi tutta la nostra comune clientela. Magari utilizzando soluzioni tipografiche molto economiche, che mantengano anche l’alternativa, nei casi più meritevoli, di edizioni di pregio. Forse sarebbe possibile così ‘agganciare’ nuovi appassionati per generi e titoli attualmente meno popolari o semplicemente meno conosciuti.

3) Sovrabbondanza di titoli e servizio arretrati
Crediamo sia senz´altro appropriato che oggi si possa scegliere tra molto fumetto di qualità e tra tanta varietà di temi e stili, ma viste le stime che possono essere fatte sugli invenduti di molte fumetterie, è altresì dubbio che l’attuale mercato sia in grado di assorbire ancora per molto questo profluvio di uscite.
Riteniamo tutto parta dalla scarsità del pubblico e dalla sua limitata solvibilità: i librai da un lato devono essere estremamente attenti nel valutare gli ordini (cosa che può portarli ad eccessi di cautela, a tutto detrimento del lancio di nuovi titoli). Dall’altro, a causa del poco tempo disponibile, aumenta la possibilità di errate valutazioni in eccesso.
Un modo per limitare i danni di cui sopra sarebbe poter contare su un servizio riordini che consenta in tempi rapidi di fornire tutte o in buona parte le copie necessarie di arretrati, che spesso sono vendibili ai clienti finali, di solito poco pazienti, solo se disponibili in tempi brevi e non svariati mesi o anche un anno più tardi, come spesso avviene per alcune case (ma non per tutte). Invece la scarsa logistica dedicata a questo scopo vanifica la commerciabilità di intere serie o come minimo la riduce di molto. In parole povere non si può pretendere che il rischio da correre per portare gli albi ai lettori gravi tutto e subito sulle fumetterie. Gli editori e i distributori, col nostro contributo, dovrebbero perciò farsi carico di elaborare e proporre metodologie distributive che supportino (e non schiaccino col loro peso) le fumetterie.
Inoltre ci risultano incomprensibili le motivazioni che portano case e/o distributori a penalizzare gli ordini di arretrati con una riduzione di sconto.
Dovrebbe essere un modo per spingere le fumetterie a rischiare di più in prima battuta?
Ma queste ultime rischiano già più del ragionevole, visti i margini, e la diminuzione di sconto sembra essere solo un modo per spremerle ulteriormente.
A nostro avviso gli arretrati (che altro non sono se non albi invenduti) dovrebbero essere al contrario proposti ai rivenditori con formule allettanti in modo da ottenere una loro maggiore presenza nelle fumetterie, senza che questa si traduca in un onere eccessivo.

4) Allegati editoriali
Un problema che si sta proponendo ultimamente è l’impossibilità di poter ordinare e con una normale scontistica le varie collane a fumetti allegate ai quotidiani, collane che di fatto poi rendono almeno temporaneamente invendibili gli omologhi da fumetteria poiché notevolmente più cari. E’ incomprensibile poi come alcuni di questi volumi vengano prima presentati con un costo ridotto in edicola ed escano tempo dopo in fumetteria a prezzo pieno!
Vorremmo perciò che gli editori valutassero formule che pur consentendo loro la possibilità di continuare a proporre iniziative simili non si traducano in un danno economico e di immagine per le fumetterie.

5) Allargamento della base dei lettori e strumenti di promozione
Pensiamo che la sfida più grande che tutto il settore si deve preparare a vincere è quella di far crescere il numero dei lettori, che negli ultimi anni non ha fatto che ristagnare o addirittura diminuire, senza che sia stato fatto molto per evitarlo, se non vogliamo considerare operazioni ambivalenti come la vendita di fumetti abbinati ai quotidiani.
In quest’ottica bene si inquadrerebbe un supporto di tipo promozionale, fatto di incentivi sul modello di quelli adottati dagli editori americani. Sconti speciali basati sulla quantità, prezzi di lancio, offerte, conti vendita, e ci piacerebbe aggiungere: presentazioni di uscite con autori in tour sponsorizzati dalle case editrici col contributo delle fumetterie.
Ad ogni modo riteniamo giusto che la fatica ed i costi necessari per spingere uno o più titoli all’attenzione dei lettori non siano quasi interamente a carico delle fumetterie (e diciamo ‘quasi’ confidando nel fatto che gli unici insufficienti strumenti attualmente a disposizione,il Mega e l’Anteprima, siano pubblicati in perdita dai distributori, perlomeno nell’esatta proporzione per cui sono costi per le librerie) ma che puntare ad avvicinare il maggior numero possibile di curiosi alle librerie specializzate sia l’obbiettivo da perseguire da parte di Case Editrici e Distributori, nella speranza di vendere in quel contesto i maggiori quantitativi, senza rinunciare per questo alla forza delle edicole, la loro grande diffusione, ma avvalendosene per spingere i nuovi lettori ed appassionati nella giusta direzione.

A conclusione ribadiamo che lo scopo di questa lettera è quello di coinvolgere nella discussione il maggior numero di operatori affinché con l´apporto di tutti si possano individuare i migliori correttivi ad una situazione che necessita urgentemente di riflessioni oneste.
Il nostro desiderio più grande è quello di poter contribuire ad una crescita quantitativa e qualitativa del settore ma questo risultato non potrà essere ottenuto senza che ci vengano riconosciuti un ruolo dignitoso e la possibilità di formulare delle opinioni che vengano prese in considerazione.

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