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Occhio al Porno-Topo

di Andrea Voglino

Finalmente sugli scaffali anche in Italia “Un Pornotopolino fra i Pirati - La guerra della Disney contro l’underground, il corposo e interessante saggio di Bob Levin sulla banda di cartoonist che per tutti gli Anni 70 tentò di ostacolare l’egemonia culturale dell’impero del topo. Tutto quello che c’è da sapere sull’ultima tentazione targata Free Books.

Da che mondo è mondo, gli Stati Uniti si sono sempre dimostrati una inesauribile fucina di “success stories”. Soprattutto nel campo dei fumetti e dei cartoon. Da Winsor McCay a Pat Sullivan, da E. C. Segar a Hal Foster, da Chester Gould ad Alex Raymond, il mito degli eroi a fumetti a stelle e strisce coincide con le avventure umane di tutti gli autori che hanno contribuito a fondarne la leggenda. E nella stragrande maggioranza dei casi, queste ultime si somigliano tutte. Un tizio ha un’idea fulminante per un fumetto o un cartoon, la mette su carta, e poi va a proporla a un editore. L’editore, che di solito è miope talpa, rifiuta. A quel punto, l’autore decide di insistere. E coltiva la sua ossessione fino a far germogliare il proprio personaggio e a portarlo alle stelle. Il più delle volte, senza dubbio, è andata in questo modo. Ma non sempre. Jerry Siegel e Joe Shuster, per dire, ci hanno messo mezzo secolo per farsi riconoscere uno straccio di compenso dalla DC Comics per la creazione di Superman. E Bill Gaines, che verso la metà degli Anni 50 veleggiava intorno al milione e mezzo di copie con rivistacce trucide come Tales From the Crypt e Crime SuspenStories, si è ritrovato al tappeto per colpa del Comics Code Authority, il temutissimo codice di autoregolamentazione che dal 1956 fa la differenza fra i fumetti buoni e quelli da evitare.
Però, si può fare anche di peggio. Lo dimostra il caso di Dan O’Neill. Un cartoonist talmente di nicchia da far passare il Mr. Natural di Robert Crumb o i Freak Brothers di Gilbert Shelton per produzioni mainstream. Un “loser” talmente votato al martirio da coniare il motto “Fare qualcosa di stupido per una volta è solamente stupido. Fare qualcosa di stupido due volte è una filosofia”. Uno svitato tanto svitato da sfidare la The Walt Disney Company in una battaglia legale lunga oltre un lustro e trasformare una sconfitta in un pareggio. Un tizio da romanzo, insomma. Che oggi ritorna in un saggio tradotto da Free Books, la casa editrice di riviste golose e croccanti come Brand New! e Wonder City.
Per chi ama, mangia, respira fumetti, Un Pornotopolino fra i Pirati – La Guerra della Disney contro l’Underground è un testo fondamentale, una chicca da piazzare in libreria in bella vista accanto ai saggi sui tema di Les Daniels, Daniele Barbieri o Daniele Brolli. Al centro del volume, non solo in senso lato, le strip scollacciate di Mickey Mouse e Co. che il succitato O’Neill e gli altri cartoonist riuniti sotto la bandiera dei “Pirati dell’Aria” produssero e distribuirono in tutti i più rinomati “Head Shop” della California fra il luglio e l’agosto 1971. Due albetti di 32 pagine che oggi girano su eBay a cifre astronomiche, e di cui il libro offre un prezioso compendio. A dare una scorsa alle strisce in questione, non stupisce che Disney abbia sparato ad alzo zero per otto lunghi anni contro questa gang di fumettari scavezzacollo: la (bellissima) cover di Mickey Mouse Meets the Air Pirates Funnies # 1 ritrae la creaturina di Walt Disney ai comandi di un monoplano carico di sostanze stupefacenti. Ed è solo l’inizio: all’interno dell’albo, il piccolo topo si produce in una serie di atti innominabili contro Clarabella, mentre Minni lo rimprovera per la droga “Che tu e quella stupida puttana di Paperina mi avete passato”. Ma c’è dell’altro: le Silly Symphonies del vecchio zio Walt diventano Silly Sympathies, fra penetrazioni “full frontal” e fellatio assortite. E non finisce qui. Il Bandito Pipistrello costringe Mickey e Minni a strafarsi di pillole, Ezechiele Lupo viene dichiarato “Nemico del popolo”, e la Tartaruga, per bruciare sul tempo la lepre di The Tortoise and the Hare, gira allo sventurato “funny animal” un sigaro gonfio di hashish nepalese. Peggio: non contento di essere riuscito a far condannare l’intero team dei Pirati dell’Aria a un’ammenda da 190.000 dollari per la pubblicazione del primo numero di Air Pirates Funnies, O’ Neill, fedele alla propria curiosa “filosofia”, nel 1979 confeziona una nuova tornata di strip disneyane apocrife, e riesce a farle pubblicare su un periodico a larga diffusione. Ovviamente, premurandosi di informare la Disney del fattaccio. Non c’è che dire: una bella missione suicida. Che Levin racconta nel corso delle quasi 300 pagine del libro con una pignoleria e un’imparzialità davvero non comuni. E che si conclude con un finale imprevedibile.
Naturalmente, in “Un pornotopolino fra i pirati”, il caso “The Walt Disney Company contro i Pirati dell’Aria” è solo un pretesto per parlare di molto altro. Per esempio, del vecchio zio Walt e di tutte le sue imprese più o meno riuscite: la gavetta, i primi cartoon “in proprio” e i lungometraggi, le intuizioni fulminanti e le fobie anticomuniste. O della storia dei comic book dal primo albo originale mai giunto sugli scaffali, il mitico “Famous Funnies” del 1934, all’ormai storica dicotomia fra Marvel e DC Comics. O ancora, della scena underground californiana, di tutti i suoi esponenti più illustri e di tutti i suoi eccessi a base di sesso, droga e rock’n’roll. Ma soprattutto, di un momento storico che ha rappresentato per il mondo del fumetto Usa un’occasione per abbandonare un passato che per molti versi si era fatto troppo polveroso e ingombrante, e gettare i semi di un rinnovamento che ha fatto sentire i suoi effetti in tante strip gustose, irriverenti e politicamente scorrette uscite negli ultimi 30 anni, dall’Orestolo il Papero di Steve Gerber e Val Mayerik al Groo di Sergio Aragonès, dal Lobo di Keith Giffen e Simon Bisley fino al Rat-Man del “nostro” Leo Ortolani. Il tutto, a un prezzo non popolarissimo ma nemmeno impossibile: 25 euri tondi tondi. Unico neo, una traduzione un po’ legnosetta. Ma ci sarà il tempo per limarla a dovere in occasione delle prossime ristampe.


Un Pornotopolino fra i Pirati - La guerra della Disney contro l’underground
di Bob Levin
Editore: Free Books
Formato: cartonato con sovraccoperta
256 pagg. in b/n + 56 a colori
Prezzo: 25,00 €

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La copertina dell’edizione italiana
Un´immagine da Air Pirates Funnies
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Un´immagine da Air Pirates Funnies
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